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Abolire gli esami di stato

Almeno evitare l'immissione di commissari esterni, soprattutto scelti in ambito locale, che alterano sia i valori relativi della classe sia i valori assoluti.

Per dimostrare quanto miseri, poco edificanti e lontani da ogni logica educativa risultino questi esami nelle loro dinamiche interne, riporto lo svolgimento del mio ultimo esame di stato vissuto in qualità di commissario interno.

Verbale esami di maturità

Sono il resoconto del reale svolgimento. Vivo soltanto nella memoria di un commissario interno perché sostituito da un mega verbale ufficiale di parecchie decine di pagine, ben formalizzate e inattaccabili giuridicamente, asettico, contenuto in un pacco sigillato con tre timbri in ceralacca che tra cinque anni finirà al macero; non ci sarà nessun ricorso che lo riporterà alla luce del sole.

Se potete, fatemi arrivare sulla scrivania di quei burocrati che possono decidere l'abolizione di questi ingiusti esami. Grazie.

In sintesi un casino. Per ogni commissione circa 10.000€; buttati; quante commissioni in totale? Con 10.000€ avrei rinnovato il laboratorio, ridotto a 6 PC per obsolescenza. Come farò il prossimo anno con 26 alunni e 6 PC? 6*4=24, 2 alunni assenti; ok 6 alunni per PC, male che vada 7; i 6 PC resisteranno?

La classe è eccezionale; sono 16 e quindi già filtrati, educatissimi, simpatici, maturi, piccoli uomini, è un piacere insegnare, non sono geni ma attenti e mediamente studiano; alcuni hanno bisogno di poco e realizzano, altri meno efficaci, uno è timidissimo chissà se parlerà all'orale, per i meno capaci ci preoccupiamo, ce la faranno? Il migliore è A con 23 di credito, poi a scalare B con 22, alla fine un gruppetto con 15, uno ammesso a maggioranza. La prima prova è un bel problema, da noi è cosi', mai avuto scrittori.

Arriva il presidente; una brava persona, è già stato da noi, ne parlano tutti bene, e tale si dimostra. Probabilmente non ha mai bocciato nessuno agli esami di maturità; del resto perchè bocciare e mettersi nei casini, ricorsi, liti. NO. E' da parecchio che non si boccia. Se lo studente è ammesso agli esami, sarà promosso. Quasi certo. Noi commissari interni la nostra parte l'abbiamo fatta; un non ammesso su due sezioni; però che scalogna, se ammesso sarebbe uscito minimo con 64, bastando studiare a giugno qualcosa per l'orale; e tutti i compiti in classe in bianco?

Arrivano i tre commissari esterni, X Y Z, e stravolgono i valori relativi della classe.

X lo conosco, è un tecnico come me, le nostre scuole si scambiano i commissari, affidabile al 100%,comprende le problematiche, è un signore.


Y è un bel problema; per 20 anni ha fatto il presidente di commissione; quest'anno commissario; vuole dare il suo contributo; tutto non và: le griglie di valutazione, le relazioni, le valutazioni, il percorso presentato dagli alunni per l'orale: e che cazzo! Fuma vicino alla finestra, secondo lui non da fastidio, e decide per principi, è un uomo di principi, chissà che problemi ha. Di sua iniziativa durante la terza prova isola i più bravi, gli altri commissari lasciano fare, gli dico che non è mai successo, finisce con un cazziatone minacciando di verbalizzare; i ragazzi apprezzano ma sbaglio perchè me la farà pagare.

Z è disponibile e generosa; lo dichiara subito e Y capisce che è da solo in minoranza; ma non è importante, anzi meglio: proprio perchè la commissione è generosa si sente in diritto fare tutto ciò che vuole; tanto lui vuole solo aiutare, come all'orale con domande di storia, italiano e inglese (che terribile ed improbabile pronuncia); cercherà anche di fregare i più bravi con domande tipo "enuncia il teorema di Pitagora".

Il presidente propone un criterio arzigogolato per l'attribuzione dei punti di bonus; faccio presente che alcuni studenti presenteranno belle ed originali realizzazioni che rischiano di non avere nessun bonus; Y afferma con decisione che avranno il riconoscimento all'orale; è un matematico e capisce solo numeri, mai realizzato qualcosa; insisto, niente da fare, sono solo e non ho appoggi.

Z ha un problema che non sarà mai dichiarato e non dovrà mai ringraziare nessuno; uno degli ultimi studenti è un suo raccomandato. Come fare? Semplicissimo: tra una pausa e l'altra la prima prova è subito corretta e si infila tra le altre. Ce ne accorgiamo; che si fa? Finora è stata buonissima, se si incazza? Passa, non passa? Passa. Alla pubblicazione dei risultati delle prove scritte i ragazzi me lo fanno notare: come mai questo 14? Ha copiato! Non abbiamo potuto fare altro. Questa sarà la difesa di Z.

Si pone un bel problema; A, il leader della classe, perchè leader nelle materie tecniche e ha fatto la seconda prova che molti altri hanno copiato e per tre anni è lui che ha trovato le soluzioni, sbaglia la prima prova; si sapeva: scrive da cani, per questo ha 23 di credito. Soluzione: si fa raccomandare! Che scemo, dopo 5 anni si fa raccomandare. Ma perchè?


Tutto si complica; Y si incazza, ha i suoi principi; i raccomandati non devono passare! Vuole vedere i voti e capisce i limiti del ragazzo e ci accusa di svalutare gli altri. Dopo tanto stress facciamo in modo che il totale sia 65: 65+30+5 di bonus, può arrivare al cento. Se lo merita, non se lo merita. Di fatto Y individua il secondo della classe, si convince che vale di più, e facilmente si fa in modo che anche lui arrivi al 65. Che pacchia! 2 possibili 100. E' da qualche anno che siamo a digiuno. La discussione è andata avanti per parecchio, siamo stanchi, mi dimentico di altri che avrebbero potuto usufruire del bonus. Se manca un punto. Rimorso.

I due papabili arrivano all'orale con due belle ed originali realizzazioni pratiche e relative presentazioni multimediali. E' dalle vacanze di Natale che ci lavorano. Belle per me. Lavoretti per Y. Che stronzo. Un PID al servizio di un robot su una linea nera; 30 anni fa non l'avrei mai immaginato cosi' semplice da spiegare, da capire e da realizzare, il PID. E i carichi comandati in bluetooth, che figata, in Android! Andiamo avanti, dice Y; aspetta vediamo come si fa...

B ottiene facilmente i 5 punti ed è 100! Secondo Y non lo merita ma momentaneamente si arrende affilando le armi. Ha i suoi principi: per A bonus di 4 punti. Per i 5 punti avremmo dovuto integrare motivando. E' previsto dal regolamento. Niente leggi ad personam come per Berlusconi. E' un affare di stato. Chi sbaglia il compito di italiano ed è raccomandato non merita il 100. Se volete votate, a maggioranza, io dirò sempre di NO! Mi sembra un bambino dispettoso. Faccio notare che la realtà è diversa, che il vero raccomandato è un altro, vero Z?, e lui neanche se n'è accorto; niente da fare. Decidiamo per l'unanimità, come vuole il presidente, siamo signori e in assoluto il 100 è troppo, del resto non era un 25 di credito interno. Ha vinto. Che stronzo. A pensarci bene una posizione pregiudiziale meritava il voto a maggioranza.

Voto minimo 64; propongo un 60 per un ammesso a maggioranza ma Y e Z affermano con sicurezza che il ragazzo è stato presentato male dal consiglio di classe come anche altri, come fanno ad essere cosi' sicuri, io che sono incerto anche dopo 3 anni che li conosco.

Un 100, un 99, tanti voti alti ma tanti scontenti, chi sale e chi scende, mi incazzo, ragazzi non voglio fare più il commissario interno, non seguirò più tesine. Sono servite? Per il bonus sono state trasparenti. Ha aiutato all'orale, recita Y, che peso, basta.

Signori che potete decidere (anche senza aver mai insegnato): eliminate questi esami del cazzo e lasciate fare tutto al consiglio di classe. Si risparmierà e si opererà rispettando il lavoro di un triennio, nel bene e nel male.

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Commenti e note

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da quello che ho vista serve a poco o niente il diploma, sopratutto se se si sceglie un indirizzo che magari piace ma che è fuori mercato del lavoro, figuriamoci il voto!

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da quello che ho vista serve a poco o niente il diploma, sopratutto se se si sceglie un indirizzo che magari piace ma che è fuori mercato del lavoro, figuriamoci il voto!

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Insegnare è anche valutare; perchè concludere con una valutazione indegna? Non è importante se il voto di maturità dopo serva o no. La mia è soltanto una testimonianza per far capire cosa succede effettivamente.

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di ,

Ho letto con interesse l'articolo, in effetti l'esame di maturità è completamente inutile, in questi tempi di ristrettezze economiche si potrebbe tranquillamente abolire. Insensato anche lo psicodramma sulle votazioni, nel mondo del lavoro del voto della maturità non frega niente a nessuno, almeno questa è la mia espeirenza

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di ,

Mha, da studente ci sono passato qualche anno fa, uscito anche bene, ma sinceramente non me ne frega niente. Tutt'ora non capisco per quale motivo alla gente (e intendo tutti, studenti e professori) importi così tanto del voto...il voto...il voto...e che palle, con sto voto, sta media, questo voto di maturità. Y è un povero mentecatto, quello che si fa raccomandare pure: ma che gliene importa? Non cambia niente; posso testimoniarlo solo per il mondo universitario, non per quello lavorativo a cui non sono ancora approdato, ma davvero: non ha alcuna importanza.

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