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Gli ultimi articoli inseriti da asdf


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pubblicato 10 anni fa, 878 visualizzazioni

L'intento dell'articolo è quello di esporre brevemente quanto appreso ai corsi e di analizzare questo particolare stato della materia dal punto di vista chimico, senza scendere eccessivamente nei dettagli, sperando che l'articolo possa essere di gradimento agli utenti di ElectroYou.

Come detto prima, i cristalli liquidi sono uno stato particolare della materia. Essi presentano delle proprietà intermedie tra quelle dei liquidi veri e quelle dei cristalli. Diversamente dai vetri, ad esempio, sono caratterizzati da uno stato termodinamicamente stabile. Negli ultimi anni l'impiego dei cristalli liquidi si è fatto sempre più vasto e diffuso grazie alle applicazioni che tutti conosciamo e che vanno dai sensori di temperatura fino ai più comuni schermi per calcolatori ed altri dispositivi elettronici.

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pubblicato 10 anni fa, 979 visualizzazioni

Nel seguente articolo vogliamo effettuare una breve rassegna di queste due tipologie di materiali, senza scendere nei particolari ma senza tralasciarne gli aspetti principali e cercheremo di approfondire per essi anche le loro applicazioni pratiche. Essi appartengono alla categoria delle leghe per scopi speciali.

Gli intermetalli sono una classe di materiali metallici che è caratterizzata da una combinazione unica di proprietà che li rendono appetibili a molte industrie. Esempi di intermetalli strutturali ad alta temperatura, che hanno avuto notevoli applicazioni pratiche nel settore motoristico degli aerei e dei jet, sono gli alluminati di nichel (Ni3Al e NiAl), gli alluminati di ferro (Fe3Al e FeAl) a gli alluminati di titanio (Ti3Al e TiAl). Questi intermetalli contengono l'alluminio, il quale può creare uno strato sottile di passività di allumina (Al2O3) in un ambiente ossidante e permette di proteggere la lega dal pericolo della corrosione.

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pubblicato 10 anni fa, 7.058 visualizzazioni

In molti degli articoli che ho trattato ho spesso citato le finiture superficiali. L'intento di questo articolo è di cercare di spiegare cosa siano le finiture superficiali e le rugosità. Le superfici che delimitano gli oggetti possono essere pensate come perfettamente lisce, ma in realtà sono caratterizzate da irregolarità che le rendono più o meno scabre. E' quindi possibile parlare di superfici reali e superfici ideali. Gli errori che differenziano le superfici reali dalle superfici ideali sono di vario tipo:

macrogeometrici; di forma e posizione; microgeometrici.

In particolare gli errori microgeometrici possono essere aperiodici (è il caso delle fessure o delle cricche ad esempio) oppure ripetersi con regolarità (è il caso, ad esempio, delle striature e dei solchi prodotti dalla lavorazione): in tal caso è possibile riscontrare un orientamento e un passo. A tal fine possiamo vedere la figura che segue: il grado di finitura superficiale influisce:

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pubblicato 10 anni fa, 2.446 visualizzazioni

L'intento dell'articolo è quello di esporre in maniera schematica, senza scendere eccessivamente nei particolari matematici e tecnici, le varie tipologie di molle impiegabili, con una rassegna fotografica volta a mostrare ogni tipologia. Precederà la rassegna una breve introduzione volta a spiegare cosa siano nella fattispecie le molle.

Le molle sono organi meccanici deformabili che consentono variazioni di posizione di altre parti mantenendole in contatto ma anche di assorbire energia cinetica trasformandola in energia potenziale nonché di immagazzinare la forza che ha prodotto la deformazione restituendola all'annullarsi della deformazione stessa. Le molle vengono quindi usate per assorbire urti e deformazioni, per applicare forze con continuità al variare della distanza tra le parti interessate, per isolare vibrazioni, etc. Esse possono essere considerate come elementi di collegamento di tipo deformabile, da considerare quindi, per quanto riguarda la relazione tra molla ed elemento su cui agisce, collegamento fisso, ma tale da consentire una mobilità relativa tra gli elementi collegati.

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pubblicato 10 anni fa, 8.120 visualizzazioni

La foratura e' una tipologia di lavorazione per asportazione di truciolo con cui si possono eseguire dei fori nel materiale (oppure e' possibile modificare la forma e le dimensioni dei fori stessi) grazie ad un utensile dotato di moto di taglio rotatorio e che compie l'avanzamento in direzione dell'asse del moto di taglio. I procedimenti per la foratura sono la centratura, la foratura circolare del pieno,l'allargatura, adoperata per ingrandire o profilare un foro gia' esistente, l'alesatura cilindrica e conica, che consente di rifinire una superficie interna cilindrica o conica, asportando un leggero sovrammetallo, in modo tale da ottenere elevata precisione dimensionale, geometrica e una buona finitura superficiale, la lamatura che consente di effettuare la spianatura di superfici ortogonali all'asse di rotazione del movimento di taglio [...]

pubblicato 10 anni fa, 6.307 visualizzazioni

Una tipologia di schema costruttivo di un forno a crogiolo per fonderia è la seguente:

Forni del genere consumano una grande quantità di combustibile che può essere di natura solida, liquida e gassosa, perché tra la sorgente di calore e il metallo che si deve riscaldare vi è la parete del crogiolo. In essi però non si verifica il contatto del metallo con il combustibile e i prodotti della combustione. I forni a crogiolo possono contenere un numero di crogioli superiore a uno.

La seguente immagine (tratta da: Www.opdel.com) ritrae dei crogioli per forni fusori statici:

In questo ultimo caso aumenta la potenzialità ma è più difficile ottenere un riscaldamento simultaneo ed uniforme dei vari crogioli. In genere i forni contengono al più quattro crogioli : è raro vedere forni che ne contengono in numero maggiore di quattro.

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pubblicato 10 anni fa, 15.370 visualizzazioni

Nel seguente articolo vogliamo effettuare una breve rassegna, corredata di foto, di questi tre organi di macchine che permettono la trasmissione del moto. Analizzeremo nell'ordine : giunti, innesti e freni.

I giunti sono organi di macchine che servono a collegare le estremità di due alberi in modo che siano solidali nella rotazione; essi sono in grado di trasmettere un momento torcente tra due parti consecutive di un albero, separate od unite dal giunto stesso.Il collegamento in questione può essere permanente od inseribile temporaneamente (in tal caso si parla di innesto).

Nella tabella che segue sono elencate le tipologie e gli impieghi dei giunti:

Da precisare che nel caso degli innesti comandati i comandi di inserimento, cioè quelli che spingono una delle due parti rotanti contro l'altra trascinandola in movimento, possono essere meccanici, idraulici, pneumatici o elettromagnetici.Anche i freni, che sono organi che servono a fermare la rotazione, possono essere considerati in alcuni casi innesti in cui uno dei due elementi da collegare rimane fermo e quindi le soluzioni costruttive risultano spesso simili. Abbiamo quindi ad esempio freno a tamburo (vedi figura sotto) ed innesto centrifugo a pattini o ceppi.

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pubblicato 10 anni fa, 7.591 visualizzazioni

I forni fusori, adoperati per fondere i metalli, si distinguono in due grandi categorie:

forni in cui il calore è sviluppato tramite combustione; forni in cui il calore è sviluppato tramite conversione di energia elettrica.

L'intento di questo articolo è quello di trattare la seconda tipologia di forni fusori. Non scenderò nei dettagli tecnici relativi al settore elettrico, in quanto non ne sarei capace non avendo le giuste competenze (quindi perdonatemi anzitempo qualora la trattazione non dovesse essere rigorosa al 100 %). Mi limiterò quindi a trattare l'aspetto relativamente a quanto ho appreso durante i corsi, sperando che l'articolo possa essere di vostro gradimento.

Come accennato in principio di articolo la prima specifica caratteristica dei forni elettrici è la conversione integrale dell'energia elettrica in calore. La conversione dell'energia elettrica in calore può avvenire in varie modalità:

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pubblicato 10 anni fa, 2.255 visualizzazioni

Il processo di rettifica (o rettificatura) è una tipologia di lavorazione per asportazione di truciolo che viene eseguita per mezzo di un utensile con taglienti a geometria indefinita, detto mola. La mola è formata da un gran numero di grani abrasivi che sono tenuti insieme da un agglomerante. L'agglomerante ha il compito di assemblare i differenti granuli permettendo di formare un abrasivo compatto. Se ne distinguono due principali forme:

agglomerante vetrificato o inorganico (come ad esempio argilla, caolino, feldspato, silicato); agglomerante resinoide o organico (come ad esempio resine sintetiche, bachelite, gommalacca, caucciù).

Per chi volesse approfondire la storia degli agglomeranti per mole, segnalo il seguente link: http://www.faustinopittori.it/Joomla/index.php/agglomeranti-storia.html.

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pubblicato 10 anni fa, 976 visualizzazioni

Dopo i quattro articoli dedicati ai gas in cui abbiamo parlato di pressione, temperatura, legge dei gas ideali e miscele di gas e dei gas reali, chiudiamo "il capitolo gas" illustrando in via panoramica la teoria cinetica dei gas. Ci proponiamo in questo articolo di ricavare una relazione tra le velocità molecolari e la temperatura.

La teoria cinetica dei gas fornisce una spiegazione microscopica della legge di Boyle e una descrizione meccanica microscopica della temperatura come misura dell'energia cinetica media delle molecole di un gas. Le ipotesi di partenza della teoria cinetica dei gas sono le seguenti:

un gas puro consiste in un grande numero di molecole identiche separate da distanze che sono grandi rispetto alle loro dimensioni; le molecole del gas sono costantemente in moto, in direzioni casuali e con una distribuzione di velocità; tra una collisione e l'altra le molecole non esercitano forze tra di esse, e quindi tra una collisione e l'altra le molecole si muovono in linea retta con velocità costante; le collisioni delle molecole con le pareti del recipiente sono elastiche : durante la collisione non c'è perdita di energia. [...]
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(10 pagine)


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