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Stadera

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[1] Stadera

Messaggioda Foto UtenteTheodoro » 14 lug 2022, 19:18

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Stadera,ovvero bilancia a bracci asimmetrici. E di origine molto antica.
E’ composta da un piatto che non può essere tolto, due fulcri, un peso mobile detto romano, un braccio a doppia graduazione. La mia ha un braccio di circa 35 cm per una portata di 5Kg su fulcro 1 e 15 kg su fulcro 2, il romano pesa 630 gr.
Una bilancia a bracci simmetrici modello “ giustizia” per avere la stessa portata deve essere accompagnata da 14 pesi da 1Kg, 1 da 500 gr. e 4 da 100gr, poco agevole per essere portata in giro per fiere e mercati e sicuramente più costosa.

Il funzionamento? Quello teorico è noto a tutti: romano * spazio1 = peso ignoto * spazio2
Quello pratico un po’ più difficile: con il giusto movimento si fa ruotare il piatto intorno alla testa ed il romano su se stesso scambiando così fulcro1 con fulcro 2.
Poco indicato per scopi farmaceutici almeno che non si ragiona a spanna più,spanna meno…

Dimenticavo: Questo dimenticato strumento era sicuramente presente nel laboratorio di Galileo,Leonardo da Vinci & Co. Non disprezzatolo, ha fatto la sua storia.
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[2] Re: Stadera

Messaggioda Foto Utentewruggeri » 14 lug 2022, 20:12

Noto che per ora stai pubblicando molti thread dove racconti di strumenti e oggetti ormai non più usati... se posso darti un consiglio, potrebbe convenirti scrivere degli articoli invece che dei post, sì da rendere più facile a te e ai lettori interessati reperire i tuoi contenuti anche dopo un po' di tempo.
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[3] Re: Stadera

Messaggioda Foto Utentecarlopavana » 14 lug 2022, 21:16

Filastrocca che sentivo da bambino (anni 1944/45) a Pavana

Mingon adndo' alla fera
per comprare una stadera
la stadera s'e' rotta
a Mingon gli vien la fotta.

In un paese vicino, Castiglion de' Pepoli, qualche anno dopo ascoltai un'altra versione.

Mingon ando' alla fera
si compro' una stadera
la stadera l'era rotta
e Mingon ci resto' sotta.

In ambrdue i casi Domenico (Mingon=Domenicone) fece un incauto acquisto dello strumento per pesare
e rimase o arrabbiato (fotta=rabbia) o in debito (sotta= a debito).

Scusate il ricordo.
Carlo
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[4] Re: Stadera

Messaggioda Foto Utentecarlopavana » 14 lug 2022, 22:05

Ed ora, scusatemi, qualche ricordo.

A Pistoia, in via del Lastrone, una viuzza stretta lunga una cinquantina di metri parallela a Piazza del Duomo, fino al 1956 era presente un piccolo laboratorio artigiano che costruiva stadere. Da quelle piccole, ornamentali, a quelle in uso nelle botteghe e nei banchi dei venditori del mercato.

Io quasi tutti i giorni passavo davanti a questa bottega e osservavo l'artigiano che le produceva. Ero particolarmente affascinato dalla forgia dove veniva scaldato il piatto di ottone che battuto col martello su una forma sferica permetteva di fare un orlo e i tre fori per le catene che lo sospendevano all'asta.

Io arrivavo a Pistoia con il treno alle 7,15 e entravo a scuola un'ora dopo. Cosi' avevo circa una mezzora che passavo in parte davanti al bilanciaio ed in parte davanti ad un altro artigiano che batteva il rame e faceva pentole, tegami e paioli da una lastra di rame che girava su un incudine fino ad ottenere la forma che voleva.

L'artigiano della bottega (seppi poi che si chiamava Gianni) una mattina mi chiese perche' quasi tutti i giorni mi fermavo davanti a lui. Timido e impacciato gli dissi: Mi piacerebbe avere una stadera.

Guarda, mi disse, quedta piccola te la vendo a 500 lire, e' tutta in ottone, ai turisti le vendo a duemila lire.

Stetti zitto, non avevo in tasca neanche un lira, Allora mi chiese da dove venivo, cosi' iniziammo a parlare, e mi resi conto quanto lavoro e conoscenza era presente nel suo lavoro.

Per non farmi fare piu' domande per un certo tempo non passai davanti alla bottega di Gianni, fino a quando, marinando la scuola, ebbi il tempo di fermarmi senza l'assillo di entrare nell'Istituto.

Ricordo come fosse ora, l'uomo anziano che come mi vide mi sorrie e "giovine, vieni, disse, perche' non ti sei fatto vedere"
Non volevo disturbare, dissi, Lei lavora e perde tempo.

Guarda, mi disse Gianni, Questo mese chiudo e vado in pensione, ho tenuto questa per te. E mi porse una piccola stadera tutta lucida in ottone con un pesata massima di 5 chili.

Non ci credo dissi, ma mi affrettai a prenerla prima che si pentisse.

Tienila, disse, ormai in tutta Pistoia nessuna sa piu' farle, so che un altro anziano le costruisce a Siena, e poi piu' nessuno.

In breve questa stadera, non piu' lucidata, ma con la patina del tempo, e' appesa di fianco al router wifi della mia casa a Castigliocello. Unica cosa che ho fatto: nel piatto ho messo un biglietto con su scritto

marzo 1956 da parte di Gianni. Artgiano in Pistoia.

Grazie per avermi fatto ricordare.

Carlo
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[5] Re: Stadera

Messaggioda Foto UtenteEcoTan » 15 lug 2022, 1:45

Ricordo che tutti i fruttivendoli, specie ambulanti, la usavano. Valanza in siciliano.
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[6] Re: Stadera

Messaggioda Foto Utentepgiagno » 15 lug 2022, 9:17

Settant'anni fa mio nonno commerciava in lana in quel di Prato.
Nel retrobottega ne aveva una gigantesca appesa al soffitto con la quale pesava le balle di lana.
Periodicamente pesava anche me (ero gracilino e preoccupavo i miei).
Essere messo su quel piatto enorme che oscillava in maniera per me paurosa è un ricordo adrenalinico che porto ancora dentro.

Ciao,
P.
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[7] Re: Stadera

Messaggioda Foto UtenteMarcoD » 15 lug 2022, 10:06

Un fiume di domande metrologiche:
Come veniva fatta la taratura della stadera?
Mettendo un peso (massa) campione nel piatto e inserendo dei piombini all'interno del romano (che poi veniva sigillato) ?
Il romano era asportabile dalla stadera?
Chi verificava/certificava che la stadera era precisa?
Che precisone accettabile aveva?
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[8] Re: Stadera

Messaggioda Foto UtenteTheodoro » 15 lug 2022, 12:20

Volevo solo rispolverare il ricordo dando per scontato che fosse nota.Mi accorgo che molti non l'hanno mai vista di presenza ed ancor meno usata, sarò ora più preciso.

Come veniva fatta la taratura della stadera?

Predni arbitrariamente una qualunque asta e poni il gancio del fulcro in manira asimmetrica.
Sulla parte cortissima agganci e sigilli il piatto, sposti il romano dall'altra parte del braccio, quando tutto è bilanciato fai una tacca e scrivi 0, ovvero:
peso piatto * s1 = romano * s2 = 0Kg

Chi verificava/certificava che la stadera era precisa?

L'ufficiale metrico provinciale con 2 kg campione. Posto questo peso sul piatto la bilancia si doveva bilanciare sulla tacca 2Kg.

Mettendo un peso (massa) campione nel piatto e inserendo dei piombini all'interno del romano (che poi veniva sigillato) ?

Presumo di si.

Il romano era asportabile dalla stadera?

Assolutamente no. A fine corsa c'era un fermo sigillato. Poteva però ruotare attorno all'asta.

Che precisone accettabile aveva?

L'asta della mia bilancia ha tacche a passo di 50 gr. Si pesavano legumi,pesci, tocchi di carne...
Ultima modifica di Foto UtenteTheodoro il 15 lug 2022, 12:23, modificato 1 volta in totale.
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[9] Re: Stadera

Messaggioda Foto UtenteTheodoro » 15 lug 2022, 12:22

una piccola stadera tutta lucida in ottone con un pesata massima di 5 chili

Ricordi male. Tutte le stadere commerciali avevano due fulcri e due scale sulla stessa asta: fondoscale di 5Kg su un lato 15 kg sulla' altro
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[10] Re: Stadera

Messaggioda Foto Utentecarlopavana » 15 lug 2022, 15:10

Nonostante la mia eta' ricordo benissimo, sia i ricordi belli e anche quelli meno belli. Purtroppo la mia vita non si e' limitata e la raccolta degli eventi non belli e' copiosa, non ci si fa l'abitudine, ma si impara a guardare avanti.

La ferramentazoppis.it
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https://www.ferramentazoppis.it/casalin ... 60549.html
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ANTICA BILANCIA STADERA
IN OTTONE
PORTATA kg 3,5

Il museo della bilancia
Collezione Tassinari - Il peso delle bilance nei secoli
Al numero di inventario S004 presenta

Stadera semplice a due portate in acciaio inox con piatto piano o normale
Portata massima 4300 g
Divisione 100 g
Romano in inox 430 grammi

La mia, tutta in ottone tranne i perni in acciaio temperato, ha una portata massima di cinque chilogrammi e non ha i bolli di collaudo dell'ufficio pesi e misure necessai nel 1956 per essere usata nel commercio. Veniva venduta come oggetto ornamentale ai turisti e non ho mai provato la sua precisone, che ritengo fosse tra 50 e 100 grammi per chilogrammo. A me interessa poco che non sia adatta al commercio, Ogni volta che mi capita di vederla, purtroppo non di frequente, ricordo le stadere appese fuori della bottega in via del Lastrone e Gianni che batteva la lastra di ottone dopo averla scaldata sulla forgia. Allora l'inverno era inverno, faceva freddo e nevicava, ma si studiava, si studiava veramente, e sembrava che ogni cosa fosse possibile nell'Italia del primo miracolo economico.
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