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Come venivano effettuate le misure sugli impianti hi-fi

hi-fi, luci, suoni, effetti speciali, palcoscenici...

Moderatore: Foto UtenteIsidoroKZ

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[1] Come venivano effettuate le misure sugli impianti hi-fi

Messaggioda Foto Utentebanjoman » 2 gen 2022, 0:37

Il titolo e' un po' generico, ma lo spazio per il titolo e' limitato.

Sostanzialmente, dopo l'interessante thread che avevo aperto riguardo all'articolo sulla rivista SUONO con la prova e le misure sull'amplificatore SAE TWO A7, recuperato grazie all'intervento di Foto Utenteelfo che ha anche rintracciato l'articolo sul superpre di SUONO progettato da Bo Arnklit, mi accorgo ora che non mi ricordo piu' tanto bene tutti i significati delle misure che venivano effettuate all'IAF sotto la guida del buon Paolo Nuti.

Intendiamoci, non e' che non sono capace di eseguire le misure fondamentali per la caratterizzazione di un dispositivo.
Semplicemente non mi ricordo piu' determinati argomenti. Ad esempio:

La risposta in frequenza dei registratori a cassette con cosa veniva effetuata? Mi ricordo che utilizzavano un
Bruel-Kjaer che scriveva i risultati su un nastro di carta semilog. Ma la misura era fatta senza soluzione di continuita'? E con i registratori a due testine solamente come si procedeva?
Io presumo per punti. Con i tre testine va da se', il risultato era pressoche' immediato. Ma credo che comunque fosse una cosa abbastanza noiosa e ripetitiva....

Poi non mi ircordo le definizioni e i test setup per misurare la TIM100, la THD, il fattore di smorzamenti, la Q20 per le sezioni pre e via dicendo.

So che periodicamente SUONO pubblicava (parliamo degli anni 80) degli articoli o inserti dello IAF in cui spiegavano proprio tutto cio': gli strumenti utilizzati e le procedure, oltre alle varie definizioni teoriche.

Mi appello quindi a Foto Utenteelfo e Foto UtentePiercarlo affinche' possano darmi delle dritte su come reperire gli articoli succitati che sicuramente potranno essere interessanti anche a molti altri appassionati.

Mi ricordo inoltre che quando apparvero sul mercato i primi lettori CD, lo IAF, in seguito Audio Review, svilupparono metodi di prova dei quali non so assolutamente nulla, mentre mi sarebbe utilissimo conoscere teoria e metodologie di test.

Altra cosa di mio interesse riguarda i bracci dei giradischi (masse, tracking eccetera) e le prove delle testine (phono pickup).

Dato che ultimamente mi stanno capitando un sacco di componenti hi-fi vintage da restaurare, mi piacerebbe poter avere un compendio di tutto cio' che ho illustrato sopra!

O_/ e grazie
Max
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[2] Re: Come venivano effettuate le misure sugli impianti hi-fi

Messaggioda Foto UtenteMax2433BO » 2 gen 2022, 13:31

Non sono le copie della rivista "Suono", ma forse puoi trovare qualcosa di interessante anche qui nella sezione Technical: Audio & Recording .

O_/ Max
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[3] Re: Come venivano effettuate le misure sugli impianti hi-fi

Messaggioda Foto Utentebanjoman » 2 gen 2022, 14:21

Troppa grazia San Antonio.... :D dovrei passarci ore a ravanare li dentro!
Altrove ho trovato dei bollettini dell'AES ma sono a pagamento grrrrr :?
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[4] Re: Come venivano effettuate le misure sugli impianti hi-fi

Messaggioda Foto UtentePiercarlo » 2 gen 2022, 15:56

Sinceramente non ci ho mai fatto il filo più di tanto alle misure e alle loro tecniche. Non che io snobbi le misure, per carità, ma non mi facevo proprio prendere dal loro spirito. A me, allora come oggi, interessavano soprattutto i circuiti e di questi c'è sempre stato pubblicato ben poco sulle riviste...

Per dirla tutta: a me interessava soprattutto capire quale relazione ci fosse tra le prestazioni ottenute e l'impiego o meno di taluni o talaltri circuiti. Tutto il resto mi interessava abbastanza poco: le riviste le acquistavo più come forma di pornografia tecnologica che per altro, per poter poter ammirare l'interno di elettroniche su cui non mi sarei mai potuto permettere di metterci le mani... ;-)
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[5] Re: Come venivano effettuate le misure sugli impianti hi-fi

Messaggioda Foto UtenteDarwinNE » 2 gen 2022, 17:15

Non so se può esser utile, ma da quando ho recuperato il 2034, ho letto molta letteratura di fine anni 70-inizio anni 80 prodotta dalla Bruel & Kjaer. Una volta era in accesso libero, ora bisogna iscriversi:

https://www.bksv.com/en/knowledge/libra ... tion-notes

E' una miniera d'oro e ci sono delle autentiche perle! Per esempio ho scoperto che si riesce anche abbastanza facilmente a misurare la risposta in frequenza di un sistema con il 2034 con un brano musicale qualunque, semplicemente a patto che questo contenga sufficientemente densità spettrale di potenza nelle bande spettrali di interesse.

Non ho letto gli articoli delle riviste italiane dell'epoca, ma non mi stupirebbe affatto che si ispirassero agli articoli pubblicati dalla B&K.

Per quanto riguarda Bo Arnklit, io lo ricordo per degli articoli su MCmicrocomputing. Perché non provate a contattarlo ed a chiedergli qualche informazione direttamente?
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[6] Re: Come venivano effettuate le misure sugli impianti hi-fi

Messaggioda Foto Utentemir » 2 gen 2022, 18:07

I circuiti sono controcorrente. Seguono sempre la massa

-Per rispondere utilizza il tasto [RISPONDI] e non il tasto [CITA], grazie.-
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[7] Re: Come venivano effettuate le misure sugli impianti hi-fi

Messaggioda Foto Utentespeedyant » 2 gen 2022, 18:36

" Ma il tuo impianto hi-fi quanto ha di distorsione? Bho, non saprei, ascolto death metal!"
:lol:
Son quello delle domande strane!
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[8] Re: Come venivano effettuate le misure sugli impianti hi-fi

Messaggioda Foto Utentebanjoman » 4 gen 2022, 1:44

Eheh... io vorrei solo fare delle misure basiche diciamo cosi'.
Almeno sui registratori a cassette e bobine che revisiono, giusto per capire se rientrino nelle specifiche o meno.
Ad esempio per capire se e quando conviene effettuare un "relapping" delle testine.

Sono alla ricerca di un wow&flutter meter, se qualcuno ha qualche dritta e' ben gradita. Sia chiaro non intendo svenarmi per acquistarne uno.
Mi hanno raccomandato il Philips PM6307 ma sembra pressoche' introvabile.
Penso che si potrebbe autocostruirne uno moderno ma... che riferimenti usare per tararlo? Domanda non banale credo.

E' assodato che all'oscilloscopio il flutter e' visibilissimo. Usando l'oscillo a memoria e lavorando sull'inviluppo in senso orizzontale, dopo laboriosi calcoli (e nemmeno so se siano corretti, perche' li ho dovuti sviluppare io) riesco a quantificarlo, ma ho solo la presunzione di essere nel giusto. L'ordine di grandezza e' corretto ma accidenti, un wow/flutter meter mi farebbe comodo eccome.

Anche la misura della distorsione, un minimo, ma dico solo un minimo, sarebbe utile. Giusto per capire se l'ampli e' una schifezza assoluta oppure e' accettabile.

Concordo con Foto UtentePiercarlo in massima parte. Pero' io sono un "misurone" (Paolo Nuti docet) e ho sempre adorato associare i risultati delle misure a quelle di ascolto. E ovviamente associare i risultati delle misure alle modifiche dei circuiti. Oppure al ripristino di alcuni componenti passivi degradati.

D'altronde e' una mia deformazione professionale: al Politecnico facevo parte dei "misuristi" (ho avuto Sergio Leschiutta come mentore) e poi... vivo in un lab pieno di Tek e HP. Se noto qualche mV di differenza di guadagno tra due canali verticali a parita' di segnale gia' mi allarmo e smonto tutto per ricalibrare :mrgreen:

Ringrazio Foto UtenteDarwinNE per la dritta interessantissima: mi posso registrare senza problemi ma... come trovare gli articoli di interesse? Tu sai dirmi come trovare app notes sulle misure di risposta in frequenza dei registratori?
Inoltre: complimenti per il 2034: sono indiscreto se ti chiedo quanto ti e' costato?

Per la risposta in frequenza sto seriamente meditando di progettare un semplice circuitino che associato al generatore di sinusoidi Tek AM502 (usando il suo VCO) mi permetta di tracciare lo sweep per punti o continuo.
Anzi ma che dico: con il Tek 7854 posso programmarlo in modo che generi una gradinata di tensioni; per ogni tensione pilota il VCO, acquisisce il segnale, ne calcola il valore RMS e lo memorizza e continua. Alla fine mostra il grafico delle ampiezze in funzione della frequenza. :cool:
Regolando il livello per una tensione di -20dBu lo si puo' utilizzare per registrare un nastro magnetico e successivamente rilevarne la risposta. Mooolto laborioso ma non ho un B&K e non so nemmeno come facessero quelli di SUONO ad otteere quei grafici, assieme ai valori di MOL e SOL :?

Propongo anche un progetto da svilupparsi assieme, di crowd design come il misuratore di ESR: un wow/flutter meter!
Nota bene: per restare sul semplice, suggerisco un indicatore a lancetta per iniziare e nessun utilizzo di micro vari :-P
Per la caratterizzazione e taratura dei vari filtri di pesatura occorrono delle dritte: Foto UtenteDarwinNE e Foto UtentePiercarlo magari sanno darci qualche dritta :-P
Io un progetto di base l'avevo iniziato anni fa: era basato sul NE567, un phase locked loop/ tone decoder.
E' ancora prodotto come LCM567 dalla TI.

Domanda per i lettori piu' smaliziati: come procedereste, utilizzando strumentazione moderna (ma che non costi come una Ferrari!) per misurare la distorsione totale di amplificazione (THD) (di potenza o meno)? E la TIM? (Matti Otala docet)

A tutti i lettori, continuate a leggere questo thread e postate info, consigli e suggerimenti: tutto quanto fa brodo!!!

Max

P.S.
Intanto segnalo segnalo questo documento che per iniziare mi sembra discretamente interessante.
E inoltre questo
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[9] Re: Come venivano effettuate le misure sugli impianti hi-fi

Messaggioda Foto UtentePiercarlo » 4 gen 2022, 2:40

Forse per molte misure elettroniche classiche (risposta in frequenza, distorsione) ti può tornare utile l'uso di quei software che trasformano una buona scheda audio in una stazione di misura per elettroniche audio. In giro ce ne sono un po', anche gratuiti. Il problema più grosso in realtà è trovare la buona scheda audio...
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[10] Re: Come venivano effettuate le misure sugli impianti hi-fi

Messaggioda Foto Utentebanjoman » 4 gen 2022, 2:43

Trovare una "buona" scheda audio hai ragione... e poi un PC o portatile che vada ulteriormente ad incasinare il mio lab. No, preferisco strumenti stand-alone.
Oltretutto se c'e' di mezzo del software, io per primo divengo scettico, dato che per decenni ne scritti a iosa e so che certo che alcuni prendono cantonate colossali!
DI schda audio "buona" ne ho una della Guillemot, anche MIDI, che pilotava il mio programma (pagato) Guitar Studio.
Un rack con uscite S/PDF e coassiali e RCA. 800.000 lirozze di 30 anni fa.
Problema: gira solo su Win98 sgrunt.
Meglio restare sul moderno.... ma preferisco evitare PC et similia!!!!
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