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Collegare microfono da misura Thomann "The t.bone" a laptop

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[11] Re: Collegare microfono da misura Thomann "The t.bone" a lap

Messaggioda Foto UtenteChris1414 » 25 mag 2021, 1:41

Me perché dovresti uscire in analogico da una scheda audio esterna per rientrare nell'ingresso analogico del notebook? La scheda audio esterna va collegata generalmente tramite porta USB al notebook per acquisire così tutti i segnali.
Inoltre le schede audio generalmente ti permettono tramite un loro pannello di controllo (software) di gestire il routing dei segnali ed i loro livelli così da ottenere le uscite desiderate.
In questo modo oltre che acquisire i segnali che desideri nel notebook (per tutti i tuoi scopi di analisi o altro) puoi tramite le uscite della scheda indirizzarli ad altre macchine esterne, come l'analizzatore di spettro, al giusto livello. (Praticamente fa anche da mixer audio, con tutte le limitazioni del caso)
Dovresti però spiegare cosa vorresti fare di preciso per valutare se effettivamente potresti fare a meno di una scheda audio esterna
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[12] Re: Collegare microfono da misura Thomann "The t.bone" a lap

Messaggioda Foto UtenteChris1414 » 25 mag 2021, 1:47

Scusa Foto UtenteSediciAmpere, mi sono sovrapposto
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[13] Re: Collegare microfono da misura Thomann "The t.bone" a lap

Messaggioda Foto Utenteibisredibis » 25 mag 2021, 17:29

Per SediciAmpere:

non si fa così, in questo modo continueresti ad usare la scheda integrata nel PC. La scheda audio dovrebbe avere una porta USB, devi usare quella e regolare il gain correttamente


Non ho capito il motivo della connotazione negativa dell'usare, in questo caso, la scheda audio integrata del notebook, puoi chiarirmi ?
Ad ogni modo anche entrando in USB la scheda audio Realtek non viene bypassata.

Schema a blocchi Acer 5730.jpg


Quanto al controllare il livello, resta sempre possibile tramite la scheda audio interna sul notebook e dall'apposito potenziometro sull'analizzatore.

solitamente i microfoni hanno un'impedenza di carico minima di 1 kohm e gli ingressi per microfono hanno un'impedenza di ingresso tra i 2 e i 5 kohm (più alta è meglio è) l'analizzatore che impedenza ha?


Quella dell'Adioscope "dovrebbe" essere di 600 Ohm. Dico "dovrebbe" perché la versione di cui ho potuto reperire le specifiche è una aggiornata, diversa dalla mia. Con ingresso a 0,2 mV. Il microfono ha impedenza 200 Ohm.


Per Chris1414:

Me perché dovresti uscire in analogico da una scheda audio esterna per rientrare nell'ingresso analogico del notebook?


Perché il mio scopo è semplicemente quello di fornire alimentazione fantasma al mio microfono ed avere il suo segnale da monitorare: con un software di analisi attraverso il computer o in hardware tramite l'analizzatore.

La scheda audio esterna va collegata generalmente tramite porta USB al notebook per acquisire così tutti i segnali


Fra l'altro in questo modo la conversione A/D avverrebbe in una scheda audio esterna estremamente economica invece che nel notebook se vi entrassi in analogico.
Questa, sono il primo a dirlo, è, comunque, una mia considerazione che potrebbe essere destituita di fondamento: un A/D converter da 3 euro dei nostri giorni potrebbe avere prestazioni migliori di uno da 30 euro presente in un notebook di 12 anni fa.

In questo modo oltre che acquisire i segnali che desideri nel notebook (per tutti i tuoi scopi di analisi o altro) puoi tramite le uscite della scheda indirizzarli ad altre macchine esterne, come l'analizzatore di spettro, al giusto livello. (Praticamente fa anche da mixer audio, con tutte le limitazioni del caso)
Dovresti però spiegare cosa vorresti fare di preciso per valutare se effettivamente potresti fare a meno di una scheda audio esterna


Delle funzionalità di routing potrei fare senza problemi a meno perché (e qui mi ricollego alla tua intuizione sullo scopo finale di questo assemblaggio :-) il mio obiettivo finale è uno solo: di linearizzare la risposta, in ambiente nel punto di ascolto, di un sistema di due diffusori - chiamiamoli pure "satelliti" - ed un subwoofer, la cui collocazione non può essere spostata.
Per cui a questo stadio del lavoro tutto quello che mi serve è il segnale microfonico grezzo proveniente dal punto di ascolto.
Poi la sua gestione può essere effettuata nei mille modi che conosci/ete certamente meglio di me, e di cui mi piacerebbe fare oggetto delle nostre future chiacchierate.

Vi ringrazio e vi saluto cordialmente.

P.S:
Che faticaccia inserire l'immagine... io non frequento forum e non sapevo di dove partire :-)
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[14] Re: Collegare microfono da misura Thomann "The t.bone" a lap

Messaggioda Foto UtenteSediciAmpere » 25 mag 2021, 21:57

ibisredibis ha scritto:Quella dell'Adioscope "dovrebbe" essere di 600 Ohm.

600 Ω è un po' bassa, guarda sulle caratteristiche del microfono qual è l'impedenza minima di carico
Le persone sagge parlano perché hanno qualcosa da dire.
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[15] Re: Collegare microfono da misura Thomann "The t.bone" a lap

Messaggioda Foto UtenteChris1414 » 25 mag 2021, 23:44

Se il tuo solo scopo è di fornire alimentazione al microfono ci sono sicuramente alternative più economiche di una scheda audio esterna. Quello che però descrivi mette in luce a mio avviso un argomento molto insidioso e ricco di incomprensioni.

ibisredibis ha scritto: il mio obiettivo finale è uno solo: di linearizzare la risposta, in ambiente nel punto di ascolto, di un sistema di due diffusori - chiamiamoli pure "satelliti" - ed un subwoofer, la cui collocazione non può essere spostata.
Per cui a questo stadio del lavoro tutto quello che mi serve è il segnale microfonico grezzo proveniente dal punto di ascolto.



Quando dici "nel punto di ascolto" denota che sei conscio del fatto che l'operazione di rendere più "piatta" possibile la risposta in ambiente di un sistema di diffusione sonora ha effetto solamente nel punto di misura/ascolto.
La mia idea è che avvicinarsi a questo risultato con un equalizzatore (approccio tipico) è l'ultima cosa da fare (non intendo dire inutile).
Prima andrebbe ottimizzata la risposta attraverso il corretto posizionamento del diffusore e la modifica a livello acustico/strutturale della stanza di ascolto. Le cose si complicano quando sono presenti più di un diffusore (e spesso è così). L'utilizzo di una scheda audio è molto utile perché ti da la possibilità di utilizzare più ingressi, gestirne il livello e il percorso.
Questo serve perché in tal modo si può confrontare il segnale inviato in ingresso al sistema di diffusione sonora con quello rilevato dal/dai microfono/i di misura (ed è conveniente poterne aggiustare i livelli affinché sino equiparabili). Grazie a softwares che possono mostrare la funzione di trasferimento non solo si può agire sulla magnitudine, ma anche, tramite specifici processori di segnale, allineare temporalmente i vari diffusori e mettere il più possibile in fase le frequenze di incrocio, ad esempio di un sub con un top. (anche questo è valido solo nel punto di misura).
Quest'ultimo a mio avviso è uno dei più utili interventi che si possa fare su un impianto di diffusione sonora; è però una pratica che viene fatta quasi esclusivamente in situazioni rivolte ad un grande pubblico e non in ambito di alta fedeltà domestica, dove si tende ad utilizzare diffusori che siano full range (così il problema dell'allineamento viene risolto internamente) e con una risposta assoluta il più "piatta" possibile (quindi è spesso solo necessario un buon posizionamento dei diffusori e un buon trattamento della stanza di ascolto).

In definitiva credo che potresti anche evitare, almeno inizialmente, la spesa di una scheda esterna (anche perché spesso, con i giusti collegamenti, anche la scheda integrata può fornire due ingressi, che sono L e R dell'ingresso di linea).
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[16] Re: Collegare microfono da misura Thomann "The t.bone" a lap

Messaggioda Foto UtenteGioArca67 » 26 mag 2021, 8:32

ibisredibis ha scritto:Però mi son reso conto che andrei a portare un segnale "linea", tipico di 1 V , ad ingressi per microfono, che sono strutturati per accettare il segnale relativo, che è tipicamente di pochi mV.


Ma se il PC ha "line in" (vedi schema che hai postato) perché non lo usi?
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[17] Re: Collegare microfono da misura Thomann "The t.bone" a lap

Messaggioda Foto Utenteibisredibis » 26 mag 2021, 15:17

Per SediciAmpere:

600 Ω è un po' bassa, guarda sulle caratteristiche del microfono qual è l'impedenza minima di carico


Non sono riuscito a trovarla da nessuna parte, così ho mandato una e-mail alla Thomann.
Non appena mi rispondono ti faccio sapere.

In linea di principio non dovrebbe essere "non minore" della impedenza del microfono ? Quindi 200 Ohm ?
(se ho detto una sciocchezza, crocifiggetemi pure...)
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[18] Re: Collegare microfono da misura Thomann "The t.bone" a lap

Messaggioda Foto Utenteibisredibis » 26 mag 2021, 16:15

Per Chris1414

Quando dici "nel punto di ascolto" denota che sei conscio del fatto che l'operazione di rendere più "piatta" possibile la risposta in ambiente di un sistema di diffusione sonora ha effetto solamente nel punto di misura/ascolto.
La mia idea è che avvicinarsi a questo risultato con un equalizzatore (approccio tipico) è l'ultima cosa da fare (non intendo dire inutile).
Prima andrebbe ottimizzata la risposta attraverso il corretto posizionamento del diffusore e la modifica a livello acustico/strutturale della stanza di ascolto


Sono assolutamente e completamente d'accordo.
Una volta (tanto tempo fa...) avevo fatto un tentativo di autocostruzione di subwoofer equalizzato per aumentarne l'estensione lineare alle frequenze più basse (non era del tutto farina del mio sacco, era derivato da un progetto di Audio Review), e mi ero portato in giro per tutta la stanza i due sub per cercare una linearizzazione evitando di equalizzare. Pur di interfacciarli con l'ambiente di ascolto con interferenze meno distruttive possible avevo modificato il progetto originale e li avevo costruiti in questo modo:

sub fig. 1.jpg


L'utilizzo di una scheda audio è molto utile perché ti da la possibilità di utilizzare più ingressi, gestirne il livello e il percorso.
Questo serve perché in tal modo si può confrontare il segnale inviato in ingresso al sistema di diffusione sonora con quello rilevato dal/dai microfono/i di misura


Nel mio caso questo potrebbe non essere un problema ?
Mi spiego meglio: il segnale inviato in ingresso è noto (rumore rosa, o segnale sinusoidale di frequenza nota), quindi dovrebbe bastare rilevare la risposta nel punto di ascolto, determinata dal sistema ambiente-diffusori etc. per avere per raffronto la differenza, e cercare conseguentemente di minimizzarla.

Grazie a softwares che possono mostrare la funzione di trasferimento non solo si può agire sulla magnitudine, ma anche, tramite specifici processori di segnale, allineare temporalmente i vari diffusori e mettere il più possibile in fase le frequenze di incrocio, ad esempio di un sub con un top


L'allineamento temporale di vari diffusori mi sembra una questione che porta con sé troppe variabili per poterle gestire in un caso relativamente elementare come il mio: basti pensare che già l'allineamento fra di loro dei singoli altoparlanti di un solo diffusore è soggetto a molteplici condizioni, ad esempio ci sono costruttori che sfalsano i piani di montaggio degli altoparlanti per avere i centri di emissione su uno stesso piano verticale, ma basta che il punto d'ascolto sia ad una altezza diversa da quello dei diffusori, e tutta la complicazione costruttiva ne viene ad avere il senso stravolto.
Se ho commesso qualche errore concettuale nel ragionamento, mi farai piacere se me lo farai notare.

Quest'ultimo a mio avviso è uno dei più utili interventi che si possa fare su un impianto di diffusione sonora


Alle frequenze di incrocio (penso anch'io esplicitamente a quella sub-resto dell'impianto) la messa in fase penso anch'io che sia determinante.
Nel mio caso sono fortunato: il mio sub è lo Jamo sub 660, un interessante diffusore purtroppo oggi fuori produzione, che ha fra i controlli quello di fase e ed un particolare controllo, che opera in tentativo di compensazione delle alterazioni della risposta in frequenza indotte dalle pareti della stanza a seconda del posizionamento del sub. Per cui potrei andare incontro a qualche semplificazione nelle regolazioni.
Va comunque anche detto che questa "fortuna" me la sono andata a cercare con una analisi certosina del mercato dei sub prima di effettuare l'acquisto :-)
In realtà questa della ottimizzazione degli ambienti è sempre stata una mia convinzione: già a 17 anni, quando suonavo il basso in un complesso di amici, prima di andare a fare una serata in feste private tipo compleanni etc. andavo sul "luogo del delitto" e cercavo il miglior posizionamento per la band, e poi mi giravo le finestre per vedere se qualche vetro avrebbe pututo vibrare con i bassi, e con coltellino e fettine di tappo di sughero mettevo le "zeppe" ove necessario.
Bei tempi :-)

In definitiva credo che potresti anche evitare, almeno inizialmente, la spesa di una scheda esterna (anche perché spesso, con i giusti collegamenti, anche la scheda integrata può fornire due ingressi, che sono L e R dell'ingresso di linea).


Behringer PS400 Micropower Adattatore per alimentazione Phantom in arrivo.

Ciao, e grazie di tutto.
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[19] Re: Collegare microfono da misura Thomann "The t.bone" a lap

Messaggioda Foto Utenteibisredibis » 26 mag 2021, 16:24

Per GioArca67

Ma se il PC ha "line in" (vedi schema che hai postato) perché non lo usi?


In effetti potrei farlo, con una scheda audio esterna che mi fornisca l'alimentazione phantom per il microfono - e che esca in "linea".
Però per entrare nell'ingresso micro dell'analizzatore di spettro che ho mi serve un segnale di livello micro. Che a questo punto posso usare anche col notebook, che ha anche l'ingresso micro.
Così risolvo tutti e due i problemi con un solo tipo di uscita.
E' per questo che ho deciso di ordinare un semplice alimentatore phantom, che ha l'uscita micro.
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[20] Re: Collegare microfono da misura Thomann "The t.bone" a lap

Messaggioda Foto UtenteSediciAmpere » 26 mag 2021, 17:22

ibisredibis ha scritto:In linea di principio non dovrebbe essere "non minore" della impedenza del microfono ? Quindi 200 Ohm ?
[...]
E' per questo che ho deciso di ordinare un semplice alimentatore phantom, che ha l'uscita micro.

generalmente si considera almeno 4 volte l'impedenza d'uscita, quindi 800 ohm,

l'alimentatore phantom sarebbe la soluzione più pulita, ma dovresti collegare in uscita al microfono l'ingresso del computer (che è sbilanciato e sbilancia tutto) con in parallelo l'analizzatore di spettro, che ha l'impedenza d'ingresso già bassa anche da solo
Per fortuna l'analizzatore è molto sensibile, potresti mettere un partitore fatto con due resistenza da 680ohm, che attenua di 10dB e alza l'impedenza a 1Kohm circa
Che connettore ha l'analizaztore? UN bnc o un XLR ?
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