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incorporare nell'italiano le parole inglesi

Impariamo insieme l'inglese, ... ma anche l'italiano, il francese, lo spagnolo, il tedesco, ... lo swahili!

Moderatore: Foto UtenteIsidoroKZ

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[11] Re: incorporare nell'italiano le parole inglesi

Messaggioda Foto Utentesvato197979 » 27 feb 2013, 21:41

Salve a tutti,

scusate il disturbo, argomento molto interessante.
Guardando la cosa dal punto di vista dell'europa, noi italiani siamo ignoranti in fatto di inglese. E' impensabile non pronunciare le parole inglesi con la loro propria pronuncia: E' come se un inglese pronunciasse il vostro nome con la sua pronuncia: verrebbe fuori una stroppiatura!
Per cui dovremmo impegnarci a pronunciare le loro parole così come vengono utilizzate nel loro territorio, perché, se un giorno ci fosse un madrelingua con voi, non vi capirebbe (ve lo dico per esperienza, anche io commetto lo stesso errore, parlando proprio con gli americani: non ti capiscono se gli dici manàgement; e se ti abitui a dire manàgement, sta pur certo che lo utilizzerai anche in ambito internazionale in un meeting magari dove partecipano anche americani ed inglesi, che ti ridicolizzeranno alle spalle, magari).

La lingua italiana non deve venir inficiata dalle parole inglesi italianizzate, bensì arricchita a questo punto, ma che le si pronunci così come vengono pronunciate ovunque, affinchè vengano capite da tutti (e non si sbagli quando ci si relaziona in ambito internazionale): la lingua inglese è la lingua universale, anche se la più parlata mi pare sia il cinese o il giapponese, seguite dal tedesco (in ambito tecnico utilizzatissima) e dallo spagnolo e francese (o forse no, non ricordo).

Un saluto dalla Germania

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[12] Re: incorporare nell'italiano le parole inglesi

Messaggioda Foto Utenteclaudiocedrone » 28 feb 2013, 0:53

:-) E chi lo dice ai francofoni :?: Sono altrettanto "duri" di noi italiani e tendono (parlando in generale) a pronunciare a loro modo qualsiasi lingua (anche il latino !) qualche anno fa al lavoro avevo dei colleghi marocchini (diplomati, non "ignorantoni") che peraltro mi corressero alcuni errori di pronuncia nel po' di francese che masticavo (mai stato in francia se non di passaggio); eppure un giorno uno di loro, parlando di persone fuori dal comune nominò convintamente un certo "Gos"; andando avanti col discorso spiegò il famoso aneddoto dell'esercizio scolastico di addizione dei numeri e solo allora capii a chi si riferiva... indovinate un po' :?: :mrgreen: E ripeto, il francese lo parlava bene, non come certi venditori ambulanti che chiamavano "piju" la loro Peugeot... a parte che ho sempre sentito gli anglofoni chiudere le loro preghiere con un bel "eimen"; concludendo penso che un po' tutto il mondo è paese, nel bene e nel male. O_/
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[13] Re: incorporare nell'italiano le parole inglesi

Messaggioda Foto Utenteclavicordo » 28 feb 2013, 1:14

Infatti il problema non è la comprensione in sè, che la pronuncia variata di una lingua straniera può rendere solo un po' più difficile per gli altri interlocutori, ma che sostanzialmente non viene inficiata: tutt'al più induce un senso di ridicolo. Il problema vero invece è culturale, per quel misterioso fatto per cui la lingua contiene e mantiene una visione del mondo, una serie di aspetti della conoscenza e della sistemazione concettuale del gruppo umano che la parla. In questo senso è un patrimonio di cultura e di umanità, una ricchezza che va preservata.
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[14] Re: incorporare nell'italiano le parole inglesi

Messaggioda Foto Utentefairyvilje » 28 feb 2013, 13:17

claudiocedrone ha scritto: un certo "Gos"

Gauss intendi?
claudiocedrone ha scritto: a parte che ho sempre sentito gli anglofoni chiudere le loro preghiere con un bel "eimen"

Non ho mai imparato l'aramaico quindi per quanto ne so potrebbe benissimo essere così XD

claudiocedrone ha scritto: Sono altrettanto "duri" di noi italiani e tendono (parlando in generale) a pronunciare a loro modo qualsiasi lingua (anche il latino !)

Se è per questo la nostra pronuncia ecclesiastica del latino è quella insensata. Il latino sarebbe molto più simile agli schemi di pronuncia di un tedesco quindi forse siamo noi a pronunciarlo da schifo :mrgreen: ... solo che nella storia qualcuno ha voluto farlo dire come sembra in italiano
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[15] Re: incorporare nell'italiano le parole inglesi

Messaggioda Foto Utenteclaudiocedrone » 28 feb 2013, 17:48

[-X Ma quale tedesco, sai chi ha mantenuto una cadenza più simile a quella latina ? I campani con le loro "calcate" sui dittonghi e altre piccole particolarità :-)... scherzi a parte vedo che sono stato male interpretato; non intendo affatto che sia giusto dire amen piuttosto che eimen (tanto è vero che dalle mie parti si dice...ammènn :mrgreen: ); intendo che qualsiasi lingua nella propria espansione spaziotemporale (immagina le differenze tra quando il latino era la lingua "romana" e quando qualche secolo dopo era parlata in mezzo mondo... ), a parte le "convenzioni colte", assimila in qualche modo la pronuncia "nativa" dela popolazione che si trova a doverla usare ed è una implicazione naturale; rispondevo a chi ci "tacciava" (benevolmente !) dalla "cerpanthia" :mrgreen: di essere "storpiatori di inglese"... già, infatti invece, quando qualcuno biancovestito si affaccia alla finestra e dice: è con crante cioia... sta trattando benissimo l'italiano... dalle mie parti a qualsiasi livello sociale è tutto un confondere e scambiare di c e g d e t, i veneti non imbroccano una doppia che sia una, Silvio non sa dire tecnico... neanche a pagarlo... per i toscani non esistono le parole tronche etc. etc. etc. O_/
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[16] Re: incorporare nell'italiano le parole inglesi

Messaggioda Foto UtenteGuerra » 28 feb 2013, 18:11

Distinguerei inflessione legata alla nazionalità o regione dall'errore di pronuncia.
In ogni caso quel "qualcuno biancovestito" è un piacere ascoltarlo per contenuti e per sapiente uso dei vocaboli.
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[17] Re: incorporare nell'italiano le parole inglesi

Messaggioda Foto Utenteclaudiocedrone » 1 mar 2013, 1:12

Guerra ha scritto:...è un piacere ascoltarlo per contenuti e per sapiente uso dei vocaboli.


Ci mancherebbe altro ! Tanto di cappello iOi ed è un vero peccato che sia costretto a ritirarsi dalla scena pubblica (e lo dico da "non cattolico") daltronde ricordo che un altro che si poteva veramente ascoltare per ore era Martini... ma a quei livelli di cultura non ci sono obiezioni che tengano :-) O_/
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[18] Re: incorporare nell'italiano le parole inglesi

Messaggioda Foto Utenteclavicordo » 10 mar 2013, 9:34

Un nuovo anglosassonismo che nel lavoro mi capita sempre più spesso di leggere e ascoltare è "committare".

Una volta che qualche apprendista stregone ha dato il via alla sua magia la proliferazione di scope è inarrestabile. E non ci sarà nessuno stregone in grado di arrestarla... :roll: O_/
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[19] Re: incorporare nell'italiano le parole inglesi

Messaggioda Foto Utenteclavicordo » 29 mar 2013, 13:52

Ieri, in una riunione tecnica, sentivo usare la parola "editing" a proposito di un applicativo, e mi dicevo: in italiano viene tradotto nei menu con "Modifica", ma parlando non si direbbe mai "in modalità Modifica". Che dire poi di "tool"? Nessuno dice "strumento". Ci sono termini come "break", "brunch", "club" e molti altri che, anche se sono traducibili, di fatto non vengono mai usati in italiano, anche perché spesso il significato cambierebbe. Tutti questi termini entrano pian piano a far parte della lingua italiana, con una pronuncia italianizzata, come è tante volte successo in passato ("bar", "film", ...) e in tutte le lingue. O_/
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[20] Re: incorporare nell'italiano le parole inglesi

Messaggioda Foto Utenteclaudiocedrone » 29 mar 2013, 14:22

:-) Straquoto in toto !... :mrgreen: O_/
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