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speranze per ricostruire un lavoro che non c'è

Notizie scientifiche e non, comunicazioni, auguri, AAA cercasi, vendo, compro, piccoli racconti, curiosità, idee, fantasie ecc. Un fuori tema soft, senza argomenti scottanti

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[1] speranze per ricostruire un lavoro che non c'è

Messaggioda Foto Utentemic111 » 16 nov 2012, 13:41

BUONGIORNO
MI SONO iscritto ieri ,sono un uomo di mezza età che dopo aver fatto una lunga esperienza lavorativa (in diversi campi )
al nord mi accingo
al ritorno
nella mia isola natale (sicilia )vengo da famiglia di agricoltori, dove anche mio fratello ha seguito le orme del babbo.
trovandomi attualmente senza lavoro ,e dopo una lunga e meditata ricerca di lavoro ,senza trovarlo, mi sono chiesto
cosa è cambiato
da 20 anni a questa parte,nella economia globale
ho utilizzato questo tempo di inoccupazione nella ricerca di informazioni (di quelle che i media
e la tv non sono soliti dare) a dire il vero su internet di informazioni ve ne sono a bizzeffe anche catastrofiste
,basta saperle cercare e saperle filtrare
,gruppi solidali di aquisto,decrescita felice,debito pubblico,moneta unica,signoraggio,scollocamento,energie alternative,
crisi monetaria ,globalizzazione ,complotto mondiale ,permacultura e chi ne ha più ne metta .
mi accingo al ritorno alle origini campagnole ,cercando di
ricavarci un minimo reddito
al fine di poter sopravvivere , un po avvilito della situazione economica occidentale,perché in oriente va meglio economicamente
ho sentito dire in tv che in oriente circa 100 milioni di persone sono usciti dalla povertà delle campagne cinesi, il pil tra 5 anni
raddoppierà in cina,non so se questo
può consolare il cassaintegrato occidentale o la piccola azienda manifatturiera che si accinge a chiudere perché con prezzi fuori mercato
il vero fatto è che il benessere promesso sia dal comunismo che dal capitalismo a della finanza ,hanno fallito ,ci si è discostati
dai veri bisogni,che l'uomo ha per vivere dignitosamente,è con questo spirito che mi e con la piena convinzione di quali bisogni
ho realmente necessità E? proprio questo lo spirito che mi accingo al ritorno alle mie origini,facendo uso di quello che ho imparato
in questi anni al nord ,e
continuando ad imparare,ancora

spero di trovare qui in questo forum amici a cui chiedere e dare suggerimenti,consigli
,delucidazioni,o quant'altro se ben accetti.
ho trovato in un sito internet questa frase :che condivido profondamente

" (Io faccio la mia parte

Durante un incendio nella foresta, mentre tutti gli animali fuggivano, un colibrì volava in senso contrario con una goccia d'acqua nel becco.
- "Cosa credi di fare?" gli chiese il leone.
- "Vado a spegnere l'incendio!" rispose il piccolo volatile.
- "Con una goccia d'acqua!?" disse il leone con un sogghigno di irrisione.
Ed il colibrì, proseguendo il volo, rispose: "Io faccio la mia parte")"

E noi cosa possiamo fare in concreto per consentire al mondo di sopravvivere? Sicuramente ridurre il più possibile il nostro impatto ambientale.
vi elenco il linck : http://www.marcomunari.it/filosofia.php

Spero di trovare qui in questo forum ,ed in altri,che ho necessità di comunicare di trovare amici a cui chiedere e dare suggerimenti,consigli
,delucidazioni,o quant'altro se ben accetti.ed accettato .
saluti a tutti
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[2] Re: speranze per ricostruire un lavoro che non c'è

Messaggioda Foto UtenteGuidoB » 16 nov 2012, 19:13

Benvenuto, Foto Utentemic111.
Qui sei in buona compagnia, a non avere attualmente lavoro ci sono anch'io e anche Foto Utenteattilio, che è della tua stessa bellissima isola (e chissà quanti altri come noi). Magari dai un'occhiata al suo articolo e al mio, che discutono di problemi simili e a cui ognuno di noi cerca di dare la sua soluzione. Io mi sto preparando per lavorare in proprio.

L'importante è non fermarsi, rialzare la testa e ripartire. Ti auguro tanto successo in quello che ti prefiggi.

Se vuoi, puoi aggiungere una mini-biografia nella pagina del tuo profilo, premendo il pulsante "Modifica il tuo profilo".

Poi come nuovo arrivato ti potrebbe interessare conoscere le istruzioni d'uso di EY, nonchè fidocadj, potente cad dalla facile e rapida comprensione per la realizzazione di schemi elettrici e/o disegni da inserire nel forum e nel tuo blog, e ti segnalo anche la guida galattica all'uso del forum.
Nel link "Help" che appare in tutte le pagine del forum trovi anche altre utili informazioni.

Ancora benvenuto. O_/
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[3] Re: speranze per ricostruire un lavoro che non c'è

Messaggioda Foto Utenteattilio » 16 nov 2012, 19:32

Foto Utentemic111,
condivido moltissimo di quello che hai scritto, ci sono molti punti di vista per osservare la situazione attuale.

Solo un piccolo appunto:
il benessere promesso sia dal comunismo che dal capitalismo a della finanza ,hanno fallito

Fallito? Direi di no!
Certo, se ti riferisci alle classi sociali medio-borghesi e operaie, inutile dire che quei proseliti di super benessere erano solo segli specchietti per le allodole... dovevano pur contare sull' appoggio idealista (e speranzoso) di una buona fetta della popolazione.
Hanno fatto leva su uno dei punti deboli del genere umano: La voglia di avere di più, che purtroppo in questa società la si può solo realizzare a discapito di qualcun' altro (se si guarda la cosa da una prospettiva a campo largo).
Siamo su una grande ruota che gira con tempi e meccanismi propri, collegata ad un asse azionato da [..] e sembra che la nostra posizione ora sia in visibile discesa.

Qualche tempo fa ho visto un bel documentario di Michael Moore, "Capitalism: A love story" era il titolo.

Saluti
Ognuno sta solo sul cuor della terra
trafitto da un raggio di sole:
ed è subito sera


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[4] Re: speranze per ricostruire un lavoro che non c'è

Messaggioda Foto Utentemic111 » 18 nov 2012, 19:11

Grazie di aver risposto al mio sfogo personale della mia presentazione
per attilio ,il fallimento del ...
è inteso che il benessere e la tecnologia avrebbero eliminato la fame ,avremmo lavorato di meno ,e il benessere generale sarebbe stato migliore x tutti ,ma qui sarebbe troppo lungo spiegarne per intero .
grazie anche a Guido b di avermi salutato ,rispondo che da come mi consigli c'è tanto da leggere,infatti rispondo con lieve ritardo
ho dato una sbirciatina ,adesso nn ricordo chi di voi due vuole mettersi in proprio
comunque sono tempi duri sia x aziende ,che per chi fa il dipendente
mettere su un lavoro in proprio puo essre una idea ,è sicuramente avvantaggiato, chi ha lavorato da dipendente ,accanto al titolare ,è avvantaggiato chi ha lavorato in una ditta formata da 2 ,3 persone ,
non ricordo chi di voi due studia i microcontrollori ? ho dato una rapida lettura ,ma da quello che ho capito è una cosa a livelo hobbistico,mi dite la differenza tra questi microcontrollori ,arduino e plc,questi ultini x quello che ne so io sono quelli che hanno futuro ,stabilità,intercambiabilità,e facilità di trovare qualcuno che sa metterci le mani da quello che ho capito in passato,il costo presumo che sia + elevato,ma per un'azienda questo vale poco se si ha affidabilità,ovvio che per scopi ludici ,anche un solo euro in meno fa la differenza .
Purtroppo a mio avviso il vero problema di realizzare una azienda che si prefigge di vendere come prodotto finito quello che produce ,non è il produrre ,ma è VENDERE,a produrre siamo capaci tutti ,anche se nn si ha basi ,basta copiare ,il problema è vendere e saperlo fare ,una rete di vendita ha valore e costi a volte maggiore dei mezzi reali per produrre .
Spero di riuscire a trovare il tempo per fare magari un articolo su questo punto
spero anche di leggere anche la guida galattica all'uso del forum
saluti
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[5] Re: speranze per ricostruire un lavoro che non c'è

Messaggioda Foto UtenteGuidoB » 20 nov 2012, 1:44

Ciao mic111,
Quello che studia come mettersi in proprio con i microcontrollori sono io. Ho lavorato da dipendente in ditte medie e grandi (telecomunicazioni e informatica, particolarmente firmware).

La differenza tra soluzioni a microcontrollori e PLC nell'automazione industriale la spiega Foto UtenteAOX in questo articolo, al paragrafo "Elettronica specifica e PLC". Comunque l'automazione industriale è solo uno dei campi di applicazione dei microcontrollori (e ormai anche dei PLC).

Arduino si usa a scopi ludici e hobbistici, è un sistema a microcontrollore con un ambiente di sviluppo che semplifica molto le cose. Tuttavia se non ci si "sporca le mani" andando oltre l'ambiente fornito, non è adatto per prestazioni professionali. Per la mia futura attività non va bene.

mic111 ha scritto:a produrre siamo capaci tutti, anche se non si ha basi, basta copiare

Beh dipende, a volte non è facile neanche copiare, e poi vengono fuori schifezze inaffidabili, come vediamo spesso in certi oggetti d'importazione asiatica.

mic111 ha scritto:il vero problema di realizzare una azienda che si prefigge di vendere come prodotto finito quello che produce ,non è il produrre ,ma è VENDERE,... ,il problema è vendere e saperlo fare ,una rete di vendita ha valore e costi a volte maggiore dei mezzi reali per produrre .

Già, è proprio questo il principale problema a cui devo trovare soluzione.
Se va male probabilmente finirò a scrivere firmware per qualche progetto non mio, o a fare il "casalingo" riducendo all'osso i consumi (cosa che peraltro siamo già abbastanza abituati a fare in famiglia), dedicando più tempo ai figli, al bricolage, al riciclaggio, al volontariato e magari a coltivare un orticello.
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[6] Re: speranze per ricostruire un lavoro che non c'è

Messaggioda Foto Utentedario » 20 nov 2012, 2:23

Ciao,

mi intrometto nel discorso,

mic111 ha scritto:ho sentito dire in tv che in oriente circa 100 milioni di persone sono usciti dalla povertà delle campagne cinesi, il pil tra 5 anni
raddoppierà in cina,non so se questo
può consolare il cassaintegrato occidentale o la piccola azienda manifatturiera che si accinge a chiudere perché con prezzi fuori mercato
il vero fatto è che il benessere promesso sia dal comunismo che dal capitalismo a della finanza ,hanno fallito ,ci si è discostati


La crescita della Cina ed in generale la concorrenza estera è uno dei discorsi che negli ultimi anni ho sentito crescere insistentemente. Anche nella società dove lavoro fette consistenti di lavoro si spostano fuori dall'Italia, principalmente verso i paesi dell'est europeo.

Nella realtà dei fatti il modello economico sta mutando per via delle stesse esigenze di "benessere" delle popolazioni occidentali, ma la mutazione principale è nel come viene imposta la differenza tra il "benessere" di una popolazione rispetto ad un'altra.

In fin dei conti, per poter creare un movimento di denaro a favore di qualche popolazione è sempre stato necessario ottenere qualcosa di analogo a sfavore di qualcun altro.

Gli anni che hanno preceduto il nuovo secolo hanno visto l'economia occidentale crescere sull'onda del colonialismo, i cui effetti vanno ben oltre il termine dell'effettiva occupazione. Fondamentalmente oggi è diventato ricco (inteso come popolazione) chi è riuscito ad imporre la sottomissione altrui, sfruttandone risorse (materiali ed umane) garantendosi un vantaggio perpretato negli anni.
Ne sono esempi l'Inghilterra e la Francia, mentre l'Italia si è mestamente accontentata di colonizzare il meridione a favore dell'oltre-Pò.

La colonizzazione non è solo quella delle armi, come accaduto spesso, ma anche quella del denaro. Le grandi compagnie energetiche, come Eni, hanno "colonizzato" regioni africane in cambio di poco o nulla, con impatti ambientali notevoli e vantaggi fuori dal continente nero.

Quello che sta accadendo ora è una forma di colonizzazione inversa ed involontaria, che nasce dalle esigenze di "benessere" di chi apparteneva a popolazioni ricche per definizione. La ricerca del prezzo più basso o del prodotto più recente ha portato inevitabilmente la produzione fuori.
Nel tempo l'effetto delle "colonizzazioni" vanno a ridursi fino ad esaurirsi, e chi come l'Italia non ha investito in formazione, ricerca e qualità tende ad essere emarginato.

Se porto il caso della società per cui lavoro, le attività relative al software sono state spostate nel tempo verso le sedi Bulgare e Rumene, per via del minore costo del lavoro. Le prime attività ad essere interessate furono quelle relative al software, dove il costo del lavoro ha una forte incidenza, poi si è iniziato a portar fuori anche le attività relativa all'hardware.

Molti colleghi, da tempo all'interno della società, lamentavano tale scelta come sbagliata, in quanto avrebbe ridotto la qualità del lavoro. Probabilmente all'inizio è stato così, in quanto quei paesi avevano persone meno esperte a disposizione.
Però nella realtà dei fatti, se nel lavoro non c'è un'azione d'innovazione, allora quel lavoro può essere spostato ovunque, perché non più legato alle persone ed alle loro capacità individuali.

Credo che la crescita dei paesi che qualche anno fa venivano defini come in via di sviluppo, sia una normale conseguenza in un "sistema stabile", il problema è nell'essere impreparati al cambiamento.

Saluti,
Dario.
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Saluti,
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