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il DOPO nucleare

Fonti energetiche e produzione e fornitura dell'energia elettrica.

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[1] Re: il DOPO nucleare

Messaggioda Foto UtenteTardoFreak » 13 giu 2011, 23:36

Come ho scritto nel thread "Nucleare?" vorrei che si continuasse a studiare su TUTTO.
Parliamoci chiaro: il progresso umano è avvenuto nei tempi in cui si è promossa e finanziata la ricerca scientifica in ogni direzione.
L' idea del "Rubbiatron" è da portare avanti a livello di studio al pari di tutte le altre tecnologie.

Studiamo tutto ma, quando si tratta di mettere in pratica le cose per fini commerciali ... bocce ferme e ragioniamoci sopra con i piedi ben piazzati per terra.
"La gatta frettolosa fece i gattini ciechi" ... capisciamè. :cool:
"La follia sta nel fare sempre la stessa cosa aspettandosi risultati diversi".
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[2] Re: il DOPO nucleare

Messaggioda Foto UtentePiercarlo » 14 giu 2011, 9:39

TardoFreak ha scritto: "La gatta frettolosa fece i gattini ciechi" ... capisciamè. :cool:


;-) Alla fine della fiera, il nocciolo del "problema nucleare" è stato proprio questo... troppa fretta di scofanarsi la torta. E l risultato è stato che, in Italia più che altrove, la "torta" è stata rispedita al mittente.

Ciao
Piercarlo
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[3] Re: il DOPO nucleare

Messaggioda Foto Utentemir » 14 giu 2011, 11:03

Si può pensare di trovarsi in una fase di transizione per ciò che concerne l'esigenza energetica,fase in cui le risorse che offre il pianeta terra sono limitate pertanto non potranno soddisfare all'infinito il fabbisogno energetico, e le stesse risorse dovrebbero essere uniformemente distribuite fra gli utilizzatori;quindi una prima ipotesi/mossa può essere quella di migliorare l'utilizzo delle risorse/energia evitandone gli sprechi, e rendendo più efficiente ciò che già soddisfa parte dei nostri bisogni energetici, questo senza trascurare/ridurre la ricerca in ogni settore energetico, sia sulpiano scientifico che tecnologico, nonchè culturale e morale.
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[4] Re: il DOPO nucleare

Messaggioda Foto Utentedonciccio » 14 giu 2011, 11:37

mi sarebbe piaciuto sentire questa notizia:
dopo il disastro di Fukushima,il governo giapponese ha deciso che:
il Giappone rinuncerà definitivamente al nucleare ritenendolo estremamente pericoloso
tutte le centrali nucleari esistenti su territorio nazionale verranno chiuse nell'arco di 10 anni(o piu se necessario)
non saranno piu progettate centrali nucleari e quelle in fase di costruzione verranno bloccate
é possibile cio? noi lo abbiamo fatto.Invece ai Giapponesi di fare un programma del genere non gli passa neanche per "l'anticamera del cervello",né c'è sentore di referendum da quelle parti,sono ottusi?sono insensibili?sono dei rincoglioniti?o come"sempre"noi Italiani siamo i piu intelligenti ed ogni scelta che facciamo è sempre azzeccata?
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[5] Re: il DOPO nucleare

Messaggioda Foto UtenteTardoFreak » 14 giu 2011, 11:49

Diciamo che per ora hanno problemi ben più gravi che indire un referendum: stanno cercando ancora di porre rimedio alla catastrofe (non solo nucleare).
Insomma, dopo uno tsunami mostruoso, decine di migliaia di vittime, un tot di reattori distrutti cosa avrebbero dovuto fare? Togliere l' energia a tutto il paese ed indire un referendum?
Come se in una città italiana appena distrutta da un terremoto immane, il primo provvedimento fosse indire un referendum per la valorizzazione dei parchi pubblici. :roll:
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[6] Re: il DOPO nucleare

Messaggioda Foto UtenteGCV » 14 giu 2011, 15:43

I giapponesi hanno qualche problema di comunicazione, anche con i disastri atomici...
Poi hanno investito parecchio nel settore e non hanno al momento alternative...
Noi che in questa cacca non ci siamo, potevamo ed abbiamo scelto.
Punto
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[7] Re: il DOPO nucleare

Messaggioda Foto Utentedonciccio » 15 giu 2011, 9:07

GCV ha scritto:I giapponesi hanno qualche problema di comunicazione, anche con i disastri atomici...
Poi hanno investito parecchio nel settore e non hanno al momento alternative...
Noi che in questa cacca non ci siamo, potevamo ed abbiamo scelto.
Punto

se fosse succesa una cosa simile in Italia cosa sarebbe avvenuto?,supponiamo che vicino l'Aquila ci fosse stata una centrale atomica,che dopo il terremoto avrebbe causato una fuoriuscita di radioattivita come è successo in Giappone,gli Italiani sarebbero stati zitti?essendo Italiano e conoscendo molto bene i miei compatrioti,posso affermare con quasi assoluta certezza che sarebbe scoppiata una rivoluzione,le altre centrali nucleari esistenti sarebbero state quantomeno fermate ,si sarebbe avviato un dibattito molto vivace sulla chiusura o no delle centrali,nel giro di pochi mesi si sarebbero raccolte le firme per indire un referendum;qualcuno dira:trattasi di popoli differenti con differenti culture,ma dico ,i giapponesi che vivono in mezzo a queste centrali cosa fanno?,non dicono assolutamente nulla? ,dormono su sette cuscini?,e non credo che il popolo giapponese sia un popolo ottuso e insensibile
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[8] Re: il DOPO nucleare

Messaggioda Foto Utente6367 » 15 giu 2011, 9:34

L' idea del "Rubbiatron" è da portare avanti a livello di studio al pari di tutte le altre tecnologie


Il Rubbiatron (di cui ancora non si è dimostrata la fattibilità tecnologica, cioé se consuma meno di quanto dà), era stato concepito nell'era post Cernobil per evitare ogni incidente di reattività (come anche era stato Three Mile).
Ebbene, Fukushima è stato un incidente di mancato raffreddamento post scram (e in un reattore di mancato raffreddamento del combustibile esausto in piscina). Di per sè un Rubbiatron non sarebbe esente da questo tipo di incidente. Rubbia, interrogato su questo, aveva suggerito le stesse tecnologie usate sui retatori attuali di III generazione (contenimento, raffreddamento passivo, ecc). Quindi, per coerenza, se bisogna portare avanti la ricerca sul Rubbiatron, alla stessa maniera va portata avanti la ricerca e lo sviluppo sulla fissione in genere a partire dalla III generazione...... Al contempo, se i reattori a fissione di III generazione sono considerati pericolosi e obsoleti, lo è anche il Rubbiatron....
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[9] Re: il DOPO nucleare

Messaggioda Foto Utente6367 » 15 giu 2011, 9:48

Il ministro dell'Industria commentando i risultati del referendum italiano

Giappone: «Nucleare resta essenziale»
«Comprendo le proteste dopo Fukushima, ma l'atomo resta uno dei pilastri della nostra politica energetica»

MILANO - Per il Giappone l'energia nucleare «continuerà a essere uno dei quattro pilastri della politica energetica del Paese». È l'opinione espressa dal ministro dell'Industria, Banri Kaieda, a una richiesta di commento del risultato del referendum italiano. Kaieda, ammettendo di «comprendere» le spinte all'abbandono del nucleare anche in Giappone dopo di Fukushima, ha osservato che «l'erogazione poco flessibile dell'elettricità ha impatti sull'attività economica e la vita delle persone». Prima dell'11 marzo, la quota di nucleare prodotta dal Giappone era superiore al 30% del totale dell'energia. Dopo il terremoto e lo tsunami sono rimasti operatici solo 19 impianti su 54, e il tasso di utilizzo delle centrali è crollato al 40,9%, al livello più basso da maggio 1979, moltiplicando i timori sul rischio di blackout in piena estate.

PROBLEMI - Lunedì il governatore della provincia di Fukui, a sud di Tokyo, zona che ospita 14 centrali nucleari, ha annunciato che non darà l'autorizzazione alla ripresa dei reattori, fermi per manutenzione, se il governo centrale non chiarirà «le ragioni che hanno causato la recente chiusura della centrale di Hamaoka e lo stato degli altri impianti nel Paese». Inoltre la Tepco, la società che gestisce la centrale di Fukushima, ha ammesso che altri sei lavoratori che aveva partecipato ai soccorsi sono risultati sopra i limiti di contaminazione radioattiva e per la prima volta è stata riscontrata in mare una concentrazione 53 volte sopra la norma di stronzio-90, un elemento potentemente radioattivo che deriva dalla fusione dell'uranio.


http://www.corriere.it/esteri/11_giugno_14/giappone-nucleare-essenziale_720f6602-9648-11e0-82d5-f9e2fd481445.shtml
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[10] Re: il DOPO nucleare

Messaggioda Foto Utentemir » 15 giu 2011, 9:53

6367 ha scritto:ministro dell'Industria, Banri Kaieda...ha osservato che «l'erogazione poco flessibile dell'elettricità ha impatti sull'attività economica e la vita delle persone».

la vita delle persone, prima dell'economia, stanno ancora subendo l'impatto del disastro di Fukushima, condito dapprima con la gestione tutto dire della Tepco,altro che elettricità flessibile.
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