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Quale elettronica?

Elettronica lineare e digitale: didattica ed applicazioni

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[31] Re: Quale elettronica?

Messaggioda Foto UtenteIsidoroKZ » 5 ott 2023, 23:25

gekofive ha scritto:Per ora ho seguito i precorsi di Pisa per Matematica (per la quale sentivo il peso di una scuola inadeguata), e sto guardando ad altre possibilità online come il MIT o similari (mi hanno consigliato anche le lezioni di Walter Lewin come approccio alla fisica).

Hai un link ai precorsi di Pisa?
Le lezioni on line di varie universita` americane possono andare bene (coursera e tanti altri), ma il mio suggerimento e` di andare a seguire un paio di lezioni dal vivo.
gekofive ha scritto:Guarderò il link che mi hai consigliato.

Poi confrontalo con cosa studiate a scuola :-)

Una cosa che avevo dimenticato di segnalare e` di imparare bene l'inglese, bisogna sapere leggerlo, parlarlo e capirlo! I corsi on line falli in inglese, al piu` con sottotitoli in inglese.
Per usare proficuamente un simulatore, bisogna sapere molta più elettronica di lui
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[32] Re: Quale elettronica?

Messaggioda Foto Utentegekofive » 7 ott 2023, 14:24

IsidoroKZ ha scritto:Mi domando se negli istituti tecnici vengono considerati i MOS in funzionamento analogico e i circuiti tipici usati negli integrati.

Nei testi ci sono, ma in pratica si fanno solo le porte logiche CMOS.

DarwinNE ha scritto:... conosco molti più progettisti di integrati analogici che rockstar ... esistono diverse realtà interessanti anche in Europa.

Ti ringrazio dei link. Tutti chiedono esperienza e mi chiedo dove uno la vada a fare questa esperienza se non offrono posti a chi non ce l'ha. Comunque non mi crea nessun problema spostarmi, quasi in nessun posto.

gill90 ha scritto:So che al PoliMi fanno tanti corsi di analogica integrata e, una volta usciti, i laureati in genere sanno già usare Virtuoso (che è uno dei CAD di progettazione IC più usati), quindi hanno sia conoscenze teoriche che pratiche. Questo è sicuramente incentivato dal fatto che in zona ci siano aziende pronte a "raccoglierli" al termine del loro percorso di studi.

Mi sa che seguo il consiglio di @IsidoroKZ e vado a sentire qualche lezione anche li (giusto per fare qualche altra assenza quest'anno).

stefanopc ha scritto:Secondo me il vero problema è il voler già sapere cosa penserai tra x anni quando avrai terminato uno dei tanti step che compongono il tuo percorso di formazione (vita).

Ma il problema è che le scelte devono essere fatte ora, e influenzeranno l'intera carriera professionale. Permetterai che è leggermente stressante prendere decisioni come queste. Uno può anche dire si vedrà e andare avanti un po' a casaccio, ma a me non sembra la scelta migliore.

IsidoroKZ ha scritto:Hai un link ai precorsi di Pisa?

http://pagine.dm.unipi.it/gobbino/Home_Page/AD_Precorsi.html

IsidoroKZ ha scritto:Una cosa che avevo dimenticato di segnalare e` di imparare bene l'inglese, bisogna sapere leggerlo, parlarlo e capirlo! I corsi on line falli in inglese, al piu` con sottotitoli in inglese.

Almeno questo non per me non è un problema: ho il livello C1, ma ho sempre difficoltà a seguire i film e le discussioni informali tra madrelingua (e la cosa tra l'altro non migliora. Consigli?).
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[33] Re: Quale elettronica?

Messaggioda Foto Utenteclaudiocedrone » 7 ott 2023, 21:51

Per la lingua straniera, qualunque essa sia, purtroppo non c'è storia, occorre una immersione totale per diversi mesi (un anno?) ovvero essere costretti a esprimersi e ascoltare solo in quella lingua.
Quando poi arrivi a trovarti a sognare in quella lingua sei pronto :mrgreen:
"Non farei mai parte di un club che accettasse la mia iscrizione" (G. Marx)
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[34] Re: Quale elettronica?

Messaggioda Foto Utentebrabus » 7 ott 2023, 23:25

gekofive ha scritto:
stefanopc ha scritto:Secondo me il vero problema è il voler già sapere cosa penserai tra x anni quando avrai terminato uno dei tanti step che compongono il tuo percorso di formazione (vita).

Ma il problema è che le scelte devono essere fatte ora, e influenzeranno l'intera carriera professionale. Permetterai che è leggermente stressante prendere decisioni come queste. Uno può anche dire si vedrà e andare avanti un po' a casaccio, ma a me non sembra la scelta migliore.
(...)


Questa è una convinzione messa in giro da chi pretende che sia la formazione accademica a definire la carriera professionale. Nulla di più distante dal vero.

Il tuo percorso accademico ti fornirà innanzitutto strumenti e modi di ragionare. Decidere come tu userai quelle competenze sarà compito tuo. Conosco fisici che fanno progettazione, meccanici che fanno aerodinamica, economisti a capo di unità di sviluppo software ed ingegneri elettronici che... ti racconto questa:

Un carissimo amico e collega di studi (ing. elettronica, UniPD), mente eccelsa, peraltro membro anche di ElectroYou, aveva improntato la propria carriera universitaria alla progettazione. Entrambi eravamo fermamente convinti di diventare progettisti elettronici nel ramo analogico/potenza. Ebbene, al quinto anno sosteniamo insieme l'esame di ottica applicata, un esamino apparentemente minore, da 6 crediti, fatto principalmente per curiosità. Nel suo caso la curiosità si è trasformata in folgorazione.
Abbiamo completato poco dopo il nostro percorso di laurea magistrale, dopodiché lui ha proseguito con un PhD nel ramo dell'ottica per impiego satellitare, definendo il progetto e la realizzazione di specchi multistrati e sistemi ottici in banda infrarossa e ultravioletta. Una sonda spaziale attualmente in viaggio adotta un impianto ottico realizzato proprio da questa persona.
Gli strumenti matematici e metodologici che abbiamo acquisito (ad es. calcolo matriciale, analisi reale e complessa, teoria dei fenomeni aleatori, etc.) sono gli stessi, solo che lui li ha impiegati in un ambito radicalmente diverso da quello elettronico.

Per quel che mi riguarda, dopo la Laurea ho iniziato a lavorare in Italia nel ramo della progettazione, per poi virare verso un Master di II livello in Ingegneria del Veicolo, che mi ha portato all'estero negli ultimi 10 anni, lavorando dapprima nel mondo dell'automobile e poi tornando a bomba di nuovo nella progettazione. Ho scritto parti di normative europee, poi mi mi sono ritrovato a fare qualità (interessantissimo), dopodiché ho fondato e tuttora dirigo una società multinazionale di ingegneria. Mi occupo (ovviamente non da solo) di progettazione, di produzione, di elettronica, di meccanica, di consulenza e pure di cause legali in ambito tecnico. Tieni conto che ho 38 anni, ho praticamente appena iniziato.

Cerca quindi di scegliere un percorso accademico che ti dia strumenti validi per pensare bene.
Scegli poi una bella "piazza": i colleghi di corso diventeranno il tuo network una volta finito il percorso accademico. Metti in conto assolutamente almeno una esperienza all'estero, se possibile in una grande multinazionale, per una ragione fondamentale: vivere all'estero ti fa uscire dalla provincialità e ti fa acquisire un modo di pensare ancora migliore e globale. Impari a capire tante cose del tuo Paese e del mondo in generale. Abituati al cambiamento e vedilo come vantaggio e opportunità di crescita. Importantissimo: rimani sempre affamato.

Riguardo la lingua: ai colloqui chiedo ai candidati quale terza lingua conoscano. Un ottimo inglese è ovviamente scontato.
Alberto.
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[35] Re: Quale elettronica?

Messaggioda Foto Utentedadduni » 8 ott 2023, 13:55

Sottoscrivo ogni singola parola dell'intervento di Brabus!
Aggiungo solo uno spunto di riflessione cosi', solo per dare un'idea ancora piu' ampia di questo discorso. L'ingegneria e in particolar modo l'elettronica e' un mondo che cambia in continuazione. Ogni 10 anni le competenze richieste sono significativamente diverse dalle precedenti, nuove tecnologie e nuovi ambiti continuano a nascere e non si puo' proprio pensare di acquisire delle competenze che definiscano tutta una carriera perche' tra qualche anno quella carriera potrebbe semplicemente non esistere piu' o essere radicalmente cambiata.

Quindi l'idea e' di imparare un metodo e un approccio ingegneristico ai problemi, e di avere competenze di base perfettamente radicate cosi' da poterle applicare ai piu' svariati ambiti. Non sono le specifiche competenze di un tipo di progetto a renderti un buon ingegnere ma la capacita' di affrontare problemi diversi e di esplorare mondi nuovi che, inevitabilmente, arriveranno.

Scegli l'ambito che ti appassiona, imparalo BENE, studia di tutto e di piu' e tieniti aggioranto sulle nuove tecnologie. Con queste competenze non avrai nessuna (e dico NESSUNA) difficolta'a trovare lavoro. Le aziende sono affamate di ingegneri giovani ed appassionati competenti e flessibili. Se vieni da fisica o da ingegneria o da meccatronica e' indifferente, sii curioso e sii flessibile.

Aggiungo solo un'ultima frase che spero ti dia conforto in questa decisione che ovviamente e' non facile. La tua scelta di ora non e' scritta nella pietra per sempre. I primi anni di fisica/ingegneria sono estremamente simili, puoi tranquillamente passare da una materia all'altra in ogni momento. Scegli "di cuore" quella che ti inspira di piu', segui, guarda, incuriosisciti e se vedi che la scelta migliore era un'altra, aggiusta il tiro in corso d'opera!
Passando da un secondo anno di fisica ad un secondo di ingegneria dovrai recuperare (forse) un paio di esami. Quindi, per quanto capisco che sia una scelta impegnativa, non ammazzarti la testa su due cose cosi' vicine, prendine una e rimani flessibile nel cambiare!
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[36] Re: Quale elettronica?

Messaggioda Foto Utenteelfo » 8 ott 2023, 16:11

gekofive ha scritto:ho il livello C1, ma ho sempre difficoltà a seguire i film e le discussioni informali tra madrelingua (e la cosa tra l'altro non migliora. Consigli?).

Qui la risposta e' facile: trovati una ragazza madrelingua :D

Ti auguro che nessuno possa mai dirti - ne' ora ne' in futuro (parafrasando una frase celebre, nella sua forma "corretta"):
Io ne ho viste cose che tu elettronico non potresti immaginarti
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[37] Re: Quale elettronica?

Messaggioda Foto Utentegekofive » 19 ott 2023, 16:42

brabus ha scritto:Questa è una convinzione messa in giro da chi pretende che sia la formazione accademica a definire la carriera professionale. Nulla di più distante dal vero.

Ho letto in diversi tuoi interventi il resoconto della tua vita professionale. Ne vai giustamente orgoglioso, ma questo non significa sia necessariamente il riferimento assoluto. Se il cambiare ripetutamente il focus della propria attività può essere visto come espressione di libertà e iniziativa, è anche un enorme spreco di tempo e di risorse. Acquisisci diverse abilità, ma non hai la possibilità di ottenere quanto invece avresti potuto avere concentrandoti su uno specifico obiettivo. Viviamo per nostra fortuna nella parte giusta del mondo e possiamo scegliere come vivere la nostra vita. Tu sei felice e soddisfatto di come la stai conducendo, io spero di non fare lo stesso percorso.

Diverso è l’altro esempio che porti, quello del tuo compagno di studi. Io credo dimostri esattamente quanto intendevo io, quando affermavo che le scelte fatte a diciotto anni influenzano in modo radicale la propria vita professionale. Se non avesse studiato quella materia, non avrebbe fatto quella scelta di vita e non avrebbe raggiunto i risultati che hai citato. Tu lo dipingi come figlio del caso o magari del destino, io invece ritengo che dipenda dalla scelta della facoltà e dei suoi programmi. Un’università migliore o una facoltà più mirata possono fare la differenza.

Se iscrivermi a ingegneria o a fisica. Se farlo a Padova, Milano, Pisa o Cambridge influenzerà in modo determinante la mia vita professionale. Affermare che una scelta vale l’altra è difficilmente sostenibile. Specie se fatto basandosi sulla unica propria esperienza personale. Penso che in nessun caso finirò né a vivere sotto un ponte, né a vincere il premio Nobel, ma che una scelta valga l’altra perché tanto poi la vita cambia, no, non lo credo proprio.

Sulla terza lingua non credo investirò tempo. Non certo adesso. Vale lo stesso discorso fatto sopra sull’utilizzo mirato delle risorse. Nel nostro ambiente, poi, di lingua in realtà ne basterebbe una sola.

In questi giorni sto seguendo alcune delle lezioni on line di varie università, italiane e straniere. Devo dire che la cosa mi ha aiutato, ma nel contempo mia ha anche depresso ulteriormente. Scriverò qualcosa al riguardo nei prossimi giorni.
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[38] Re: Quale elettronica?

Messaggioda Foto Utentebrabus » 19 ott 2023, 23:40

Foto Utentegekofive, mi rendi doppiamente felice dandomi informazioni per comprendere meglio la tua situazione.
Vedi, per costruire il mio percorso accademico e professionale sono stati fondamentali gli esempi "positivi" esattamente quanto quelli "negativi". Ossia: è fondamentale avere ben chiare le risposte alle due domande:
1) "Che cosa mi piacerebbe fare, che persona vorrei diventare"
2) "Che cosa NON mi piacerebbe fare, che persona NON vorrei diventare"

Ne vai giustamente orgoglioso, ma questo non significa sia necessariamente il riferimento assoluto.

Ah guarda, io scrivo qualcosa ogni tanto solo ora, a distanza di anni, ma il percorso che ho fatto è stato avaro di soddisfazioni. Non è per tutti, e tornando indietro cambierei senz'altro molte cose, quindi proprio per questo investo del tempo a scrivere e a parlare della mia esperienza. L'importante è che tu e le persone giovani e capaci come te abbiano i mezzi per scegliere bene, anche basandosi sulle esperienze degli altri.
Anche l'esperienza del mio collega non è "per tutti", anzi.

Ecco che con l'esempio mio e del mio collega abbiamo due immagini quasi diametralmente opposte. Io devo candidamente ammettere che la mia competenza specialistica è andata col tempo scemando, lasciando spazio a nuove e diverse abilità. Diversamente, il mio collega (e caro amico) è senza falsa modestia uno dei massimi esperti mondiali nel suo settore. Certo, io non vorrei mai fare il suo lavoro e lui non vorrebbe mai fare il mio, ma è proprio per questo che andiamo d'accordo. :mrgreen:

Mi sembra di capire che tu voglia seguire un percorso più simile al suo: in tal caso l'Università sarà solamente la base per il tuo vero momento di espressione: il PhD. Poi ci sarà una vita oltre al PhD, che è tutta da scrivere.

Se ti può far piacere ti metto in contatto con il mio collega, vedo molte similitudini e affinità: magari può darti qualche buon consiglio.
Alberto.
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[39] Re: Quale elettronica?

Messaggioda Foto Utenteboiler » 20 ott 2023, 0:07

brabus ha scritto:Poi ci sarà una vita oltre al PhD, che è tutta da scrivere.

Nel vero senso della parola! :mrgreen:

Pubblicare, pubblicare e pubblicare!

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[40] Re: Quale elettronica?

Messaggioda Foto UtenteGioArca67 » 20 ott 2023, 9:18

Hai ricevuto tantissimi ottimi consigli.
Demoralizzarti è molto utile... per gli psicologi che vorranno "curarti"... e tu perdi tempo.

Flessibilità.
Eccellenza.
Intelligenza emotiva.

Fai tesoro di queste tre parole.

Un mediocre ingegnere, fisico, perito, maestro, medico, muratore, o quel che sia raggiungeranno gli obiettivi che temi.

Per diventare campione di sollevamento pesi, o di MMA, o di Aikido, o di Muay Thai non stai seduto sul divano tutto il giorno a guardare il TuTubo.
Allo stesso modo col cervello: se non lo alleni in continuazione, non lo spingi sempre più forte... non diventerai un'eccellenza.

Di mediocri e mezze calzette ne è pieno il modo. Di eccellenti no.
Il mediocre è trasportato da ciò che lo circonda, l'eccellente no.

Qualsiasi corso tu faccia, fallo con eccellenza: non per superare qualche esame, ma per un bagaglio tuo culturale.

Non dimenticare la flessibilità. Il mondo cambia, e più rapidamente di quel che pensi. Quello che studi oggi, domani è già obsoleto. Ma se hai le basi solide e la giusta flessibilità potrai adattarti al cambiamento. Per cui non ha senso fossilizzarti su una scelta scolpita nella pietra e valida per l'eternità.
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