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Desolfatatore batterie

Elettronica lineare e digitale: didattica ed applicazioni

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[11] Re: Desolfatatore batterie

Messaggioda Foto Utentelucaking » 10 feb 2016, 13:34

Appurato che cerchero di imparare a caricare correttamente le batterie col caricabatterie in mio possesso,approfondendo un poco il funzionamento come ho dedotto dalla lettura del link consigliatomi da Foto UtenteIsidoroKZ

SOLO PER CAPIRE,
ho dato un occhiata al datasheet dell' LM2576 alla base del circuito segnalato da Foto UtentePixy e a quello che ho capito è un normale regolatore e l' induttanza è prevista dal suo datasheet.
Quindi sbaglio o il principio di funzionamento dei due schemi è totalmente diverso?
Quello di Pixy è lo schema di un alimntatore stabilizzato?
Come ho gia detto, ero piu che altro curioso sul funzionamento dell' induttanza.
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[12] Re: Desolfatatore batterie

Messaggioda Foto UtentePixy » 11 feb 2016, 0:43

I due circuitiFoto Utentelucaking non sono diversi nel loro scopo.

Con LM2576 ci si realizzano alimentatori switching.

Nello specifico, LM2576 lavora ad una frequenza fissa di 52kHz e varia solo il dutycicle per abbassare la tensione ( se dal pin di entrata, la tensione è maggiore come in questo caso che si aggira intorno ai 30 Vcc).
Ma gli impulsi sull' uscita raggiungono il valore di circa 30 V ( ma non mi vorrei sbagliare su quanto si discostano dalla tensione di alimentazione dell' entrata ).
Se ci fai caso in uscita non c'è il condensatore di livellamento,proprio per avere a disposizione degli impulsi .
Ma non ti fissare sul valore degli impulsi di uscita che nel circuito che hai postato si vanta di 100 V a "vuoto" cioè senza carico applicato
Infatti questo valore è a vuoto e non ha significato,perché il valore di tensione che raggiungerà l' impulso, una volta collegato alla batteria,dipende dalla resistenza interna della batteria e dal valore dell' energia dell' impulso.
In pratica tutti e due i circuiti immettono un "tot" di corrente a impulsi nella batteria ( non è possibile così su due piedi, affermare qual è il migliore dei due circuiti) e sembra che sia questa corrente ad impulsi che desolfatizza gli elementi.

Mi ricordo che un tizio aveva messo anche delle foto a dimostrazione del funzionamento etc, etc. ma non ricordo più dove l' avevo trovato
Non sappiamo se tutto ciò è vero oppure no..
Bisognerebbe provare.

Il circuito con LM2576 è anche caricabatteria come hai detto. Infatti le due resistenza quelle da 47 k e 10 k servono proprio per fermare la carica alla tensione voluta.
Quando la tensione della batteria è vicino a quella del partitore delle due resistenze suddette, il dutycicle si abbasserà fino a far circolare solo la corrente di mantenimento della batteria
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[13] Re: Desolfatatore batterie

Messaggioda Foto Utenteclaudiocedrone » 11 feb 2016, 2:15

lucaking ha scritto: ...Ho visto che di solito tutti gli schemi sfruttano un oscillatore a onda quadra che pilota un mosfet o transistor che a sua volta chiude il cicuito di un' induttanza, e se ho capito bene non appena il cicuito si apre, attraverso un diodo veloce un picco di tensione giunge alla batteria... ...Vi ricordo che le mie conoscienze tecniche sono quelle che sono e che lo scopo principale di questo progetto è di espanderle un poco (mi piaceva l' idea di familiarizzare con le induttanze :D ) quindi perdonatemi le inesattezze e se possibile correggetemi...

:-) Bene: perdonate le inesattezze iniziamo le correzioni o meglio precisazioni, premettendo che sono molto ignorante e auspicando a mia volta correzioni e punizioni ( :mrgreen:) da parte degli utenti esperti;
mosfet o transistor... i mosfet sono transistor ;-) la "T" nelle sigle MosFET, FET, BJT, UJT, IGBT e BIGT (ne ho tralasciato qualcuno ?) sta per Transistor :-), credo che tu intendessi "MosFET o BJT"; induttanza... l'induttanza è un fenomeno fisico; il componente è un induttore ;-) il picco di tensione alla apertura del circuito è una reazione al brusco annullamento della tensione sull'induttore che, avendo immagazzinato energia, non può farla sparire nel nulla e la scarica generando appunto un impulso di tensione ("sovratensione inversa di apertura ") di valore molto maggiore e con polarità invertita rispetto a quella che lo alimentava; tale impulso di sovratensione inversa è p. es. il motivo percui quando si pilota con un transistor come interruttore un carico con elevata componente induttiva (bobina di relè, avvolgimento di motore etc.) gli si mette in antiparallelo un diodo (diodo di ricircolo) allo scopo di scaricare la suddetta sovratensione inversa sulla alimentazione (l'alimentazione se ne fa un baffo mentre il transistor ne verrebbe perforato :-)). Nello specifico di quei circuiti l'impulso di sovratensione non viene scaricato sulla alimentazione bensì "dirottato" sulla batteria con l'intenzione (purtroppo vana :cry: ) di scalpellarne via lo strato di solfati che si è depositato sugli elettrodi... in generale, invece, per "familiarizzare con le induttanze" (e induttori) ma anche con le capacità (e condensatori) etc. occorre studiare un bel po' di elettrotecnica partendo dalle basi... elettrostatica, elettromagnetismo etc. etc. etc. (e per farlo come si deve la matematica ti deve uscire dalle orecchie :mrgreen:) io purtroppo non lo ho fatto e si notano i risultati :-| O_/
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[14] Re: Desolfatatore batterie

Messaggioda Foto Utentelucaking » 11 feb 2016, 9:18

Bene, grazie a tutti per le delucidazioni. ^_^
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[15] Re: Desolfatatore batterie

Messaggioda Foto UtenteIsidoroKZ » 11 feb 2016, 9:20

lucaking ha scritto:Quindi sbaglio o il principio di funzionamento dei due schemi è totalmente diverso?
Quello di Pixy è lo schema di un alimntatore stabilizzato?


Quello schema e` un convertitore buck o step down, a cui non e` stato messo il condensatore di uscita. La corrente che va al carico e` quella dell'induttore che e` una corrente continua con su sovrapposta una variazione triangolare a 50kHz circa.
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[16] Re: Desolfatatore batterie

Messaggioda Foto UtenteFedericoSibona » 11 feb 2016, 16:32

claudiocedrone ha scritto:... l'induttanza è un fenomeno fisico; il componente è un induttore

Come resistenza e resistore, ma ormai sembra che la "confusione" sia entrata nell'uso comune ;-)
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[17] Re: Desolfatatore batterie

Messaggioda Foto UtenteTITAN » 11 feb 2016, 16:41

lucaking ha scritto:OK, capito.... :( :( :(
E per quanto riguarda la parte della misurazione della resistenza interna?
Ha un senso o anche quella....

La resistenza interna è importantissima , più è bassa e meglio è , é quella che limita la corrente massima erogabile della batteria.
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[18] Re: Desolfatatore batterie

Messaggioda Foto Utenteclaudiocedrone » 11 feb 2016, 18:50

FedericoSibona ha scritto: ...Come resistenza e resistore, ma ormai sembra che la "confusione" sia entrata nell'uso comune ;-)...

:-) Certo, in italiano e l'uso comune comanda; ma "pignoleggiare" su certe cose non fa mai male... p.es. esiste la resistenza negativa ma non il resistore negativo e anche non ho mai letto "metti una capacità al tantalio" :mrgreen: O_/
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[19] Re: Desolfatatore batterie

Messaggioda Foto Utentedonciccio » 10 ott 2021, 11:55

ciao a tutti riprendo un vecchio 3d dove si parla di solfatatori,vorrei costruirmene uno ed ho trovato in rete questo schema, secondo voi funziona?grazie
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[20] Re: Desolfatatore batterie

Messaggioda Foto Utentelucaking » 10 ott 2021, 12:16

Desolfatatori, tu in teoria vorresti disgregare il solfato di piombo, non crearlo.

Comunque se ti leggi tutta la discussione e i link, vedrai che è molto dubbia l' utilità di codesti apparecchi.

Tra l' altro, negli anni mi sono ritrovato con un compagno di liceo che ha fatto abastanza strada nel campo della chimica e parlandone, mi ha confermato anche lui che il solfato di piombo è assai difficile da disgregare, per questo anche secondo lui questi apparecchi hanno scarsa utilità.
Mi parlò di un metodo tipo elettrolisi con degli elettrodi esterni di non ricordo che materiale che poteva al limite sortire un certo effetto, ma sono passati un paio d' anni e se ne discuteva davanti a delle birre, quindi non ricordo molto di più.
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