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Isopower Electromagnetic Field

Indice

Nota

Questo non e' un articolo tecnico, ma vuole essere un contributo per guardare con diverso cuore, un poco di fantasia ed un briciolo di umorismo agli eventi che ogni giorno rendono la nostra vita non sempre facile.

Progetto tecnicamente incredibile che nasce il giorno dopo l'onomastico di S. AMOS

Premessa e antefatto

Giovedi' 31 marzo 2016-Sant’Amos, Profeta (Regno di Giuda e Regno di Israele, VIII secolo a.C.)
Profeta e scrittore, Amos fustigo' energicamente la vita del regno d’Israele che, godendo di un momento di prosperita', aveva abbandonato la legge divina.
Amos profetizzo' il castigo divino e la salvezza di pochi giusti che avrebbero perpetuato il popolo di Dio, di cui avverti' fortemente la presenza e il dominio sul mondo. Ebbe il merito, il che lo rende ancora attuale, di denunciare un culto ridotto a pura esteriorita' e la falsa sicurezza degli uomini di fronte a Dio.

La teoria

Non e' facile parlare del personaggio che ha posto le basi teoriche del campo elettromagnetico isopotente (isopower field theory - IFT) ma sono riuscito ad avere una sua fotografia che allego con possibilita' di analisi piu' dettagliata.

Nel mondo della ricerca pura senza alcun scopo di lucro e' ben nota la sua ritrosia a farsi ritrarre, vive infatti schivo e solitario in mezzo a foreste e solo la rete, che lui stesso ha contribuito a realizzare, lo tiene in contatto con la piu' vasta comunita' scientifica.

Tralascio di pubblicare l'intera teoria matematica che tengo a disposizione degli studiosi e degli studenti piu' volenterosi, ma gli ampi stralci allegati sono sufficienti per un comprensione teorica dell'intero fenometo.

Localizzazione dell'evento

Parlipremio e' una ridente cittadina di 10.416 abitanti nella provincia di Bergamo, operosa, ricca e sfuggita agli affanni della continua ricerca di una soluzione alla crisi che attanaglia l'Italia.
Si stima che nell'intera area della cittadina siano attivi 16.401 cellulari. Naturalmente sono presenti almeno 14.016 televisori ed altrettante radio, senza contare altri sistemi di comunicazione che utilizzano le onde elettromagnetiche per comunicare un qualsivoglia segnale tra un trasmettitore ed uno o piu' ricevitori.
Questi numeri sono ufficiosi e sotto esame da parte della Agenzia delle Entrate perche' sembra che a Parlipremio siano molto numerosi i cittadini che ignorano le sacre leggi dello stato sulle inique tasse che colpiscono il possesso di apparecchi atti a ricevere le trasmissioni televisive.

L'inizio ed i primi fatti

Le persone piu' attente sicuramente ricordano che la mattina del giorno successivo al giovedi' di cui abbiamo parlato si sono verificati dei fatti che pur essendo ancora cronaca mi sembra opportuno mettere in ordine e riepilogare.
Mario, giovane sposo di mestiere panificatore (fornér nel dialetto locale), si alzo' come al solito alle tre del mattino per accendere ed accudire il forno da cui ricavava pane di ottima qualita' unitamente al sostentamento per la sua famiglia, per gli hobbies e per qualche spesa extra che era necessaria per conservare qualche abitudine mai cancellata dalla sua vita prima che convolasse a nozze, invero molto felici.
Un residuo della precedente fase della vita di Mario era un piccolo segreto, una affettuosa amicizia con una brunetta abitante nel vicino paese di Oneapril che Mario chiamava sempre prima di dar fuoco alle fascine messe nel forno a legna, vanto della sua attivita' artigianale e professionale.
Nonostante che il segnale sul display del cellulare fosse a 4 tacche, dal suo altoparlante, il glorioso modello AP-ONE, usciva un fruscio continuo senza alcuna modulazione.
Mario fece le spallucce e penso' di chiamare la donzella piu' tardi.

Nella caserma, non lontano dal panificio di Mario, poco dopo le cinque un piantone sollevo' il microfono del trasmettitore di servizio e cerco' di chiamare il centro di controllo regionale.
L'indicatore di segnale (s-meter) del ricevitore era al massimo, ma dall'altoparlante usci' un fruscio continuo come se fosse stato gettato un secchio di sabbia su una lastra di vetro.
Il piantone, ligio alla consegna, chiamo' il caporale di servizio che disse: "Telefono al tenente".
Il tenente, rientrato da poco da una visita ad una ragazza nel vicino paese Oneapril, aveva da poco preso sonno. Nei fumi del piacere residuo non riusciva a mettere in ordine le parole del caporale e si fece ripetere piu' volte il fatto: "Non ci si poteva connettere con il centro logistico regionale".
Il tenente, per la storia Carletto, arrivo' dopo alcuni minuti in sala radio cercando di mettere in ordine una divisa che non ne voleva sapere.
Constatato che nessun contatto era possibile disse: "Ma guarda cosa mi doveva capitare."
Chiamo' il Sig. Maggiore che informo' il Sig Colonnello, ma la notizia ormai si era diffusa, nel paese di Parlipremio nessuno poteva usare i dispositivi di comunicazione via onde radio.

I momenti di panico

Alle otto del mattino una folla di cittadini esasperati si ritrovo' davanti al municipio incolpando del fatto il sindaco e la giunta che per evidenti motivi di bieca politica e di censura del libero pensiero avevano sabotato le comunicazioni.

Davanti alla caserma dei vigili del fuoco un'altra folla di cittadini chiedeva a gran voce la testa di un noto politico locale che non era proprio in odore di santita' e si vociferava che avesse costruito la sua principesca residenza con quanto rimasto dopo la costruzione delle torri delle antenne dei ponti radio. Sembra, ma sono voci non verificate, che questi cittadini impedirono ai pompieri di correre a spegnere l'incendio che aveva ridotto in cenere la magione del noto politico.

La conferma

Quel venerdi', il giorno di cui si tratta, a Parlipremio era prevista la visita di un alto prelato della curia provinciale. Il Monsignore, ormai in viaggio da quasi un'ora, ascoltava con raccolta beatitudine una emittente adeguata al suo importante status.
Ma sull'auto, con stemma e bandiera dello stato del Vaticano, si verifico' un fatto stranissimo. La radio, come gia' detto sintonizzata su una nota emittente, possiamo dire di servizio, cesso' di funzionare appena varcato il limite del confine comunale.
Colpito dal fatto il passeggero fece fermare la vettura e l'autista innesco' la retromarcia e varco' al contrario il confine. Meraviglia, la radio riprese a funzionare regolarmente. Nonostante l'esorcismo subito recitato il fenomeno non cesso' ed il Monsignore concluse che Satana non era l'autore di questo misfatto.

Nel frattempo altri automobilisti si erano fermati ed avevano verificato lo stesso fenomeno, gia' si formavano capannelli di persone che, brandendo i loro cellulari come fossero spade, andavano avanti e indietro su quella linea immaginaria che per lo stato era il confine comunale.
Di qua funzionava, di la' no.
Molti cominciarono a dare la colpa al governo, altri allo spread, altri all'inquinamento da anidride carbonica e molti chiamarono le autorita' competenti nella vicina citta' capoluogo di regione.

Alle dieci l'intera area comunale era occupata da gruppi di ufologi che dichiaravano, sotto giuramento, di aver visto volteggiare numerosi dischi volanti sul paese di Parlipremio, ma presto vennero alle mani con gli assertori dell'avvistamento di sigari volanti.

Alle dieci e mezzo una colonna di hippies prese posizione e dichiaro' Parlipremio "Paese della liberta'" ormai affrancato dal capitalistico potere delle multinazionali delle telecomunicazioni.

I tecnici

Alle undici e dieci in punto una colonna di auto con una serie di apparecchiature, tra le piu' sofisticate che la tecnologia potesse offrire, constato' il fenomeno della cessazione delle trasmissioni elettromagnetiche in tutto il perimetro comunale, ma la cosa piu' incredibile fu la constatazione che il valore energetico del campo che copriva la gamma di tutte le onde radio misurabili (da 1Hz a 60GHZ), era identico in tutti i punti del territorio comunale, e cessava immediatamente appena varcata la linea ideale del confine.

Gli scienziati

Questo fatto ai tecnici era completamente sconosciuto e furono subito interessati i maggiori scienziati della capitale che inizialmente dissero che erano tutti matti, ma poi, a bordo di costosissimi arei di stato, in meno di due ore erano sul posto.
Molte le teorie, le formule, le misure fino alle tre del pomeriggio; il mistero era sempre piu' fitto ed un cordone di militari, lasciati senza pasto per la fretta, era stato disposto su tutte le strade ed i sentieri per impedire che la notizia di diffondesse e con essa il panico.

Alle quattro del pomeriggio arrivo' dalla vicina Austria il famoso scienziato Peano Urli, collega e maestro del nostro Merlo Papiri e disse: "Questa e' una birbonata del grande scienziato Lappe Rimiro (quello della immagine all'inizio di queste note) e tutti gli altri scienziati dissero che stavano proprio pensando a quel nome.

Peano Urli trasse dalla tasca una matita e disegno', molto rapidamente, delle figure e disse: "Cercate degli oggetti simili a questi, sono le antenne del sistema che permette di generare un campo equipotenziale.

La fine del panico

Tutti i vigili urbani furono sguinzagliati per la citta' e trovarono 41 antenne.
Mano a mano che venivano disattivate il valore in microvolt del campo diminuiva ma cesso' del tutto quando l'ultima antenna fu trovata e schiacciata sotto un rullo compressore.

A tarallucci e vino

Alle sei della sera tutte le antenne erano state distrutte, gli scienziati i tecnici e gli alti prelati iniziarono una ricerca forsennata del miglior ristorante, mente i soldati e le altre persone impegnate in questa impresa furono accolte alla mensa della Caritas, adobbata con festoni colorati.
Solo Peano Urli non si trovava, era sparito, ma tutti attratti dalle prossime libagioni pensarono che se ne fosse tornato nei sui laboratori.

Mi chiederete: e i trasmettitori? Oh bella, mica posso raccontarvi tutto in una volta.

Le formule

Riporto alcune delle formule che Peano Urli ha voluto darmi, ma non credo che a noi, appassionati generici del saldatore, possano dire molto.

Conclusioni

Questo non e' un articolo tecnico, ma vuole essere un contributo per guardare con diverso cuore agli eventi.

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