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Giovanni e l'ufficio UOMG

Giovanni, come ogni mattina da almeno tre anni, si svegliò aiutato dal ricordatore automatico che oltre a preparare il pane abbrustolito al punto giusto con il solito strato di marmellata di lamponi gli fece arrivare le notizie dal mondo e gli ricordò, non senza un filo di rimprovero, che il suo punteggio era ancora di 81 su mille.

Si il punteggio, pensò Giovanni, quella specie di pagella automatica che il governo aveva immesso nella società da qualche anno e che rendeva la vita molto stressata. Da quando, nel lontano 2090, il governo aveva deciso dopo molte sommosse e alcune vere e proprie rivolte, che ad ogni persona,dal momento della nascita o per i vivi dal primo gennaio del 2090 veniva assegnato un robot lavoratore che svolgeva le mansioni programmate e riceveva lo stipendio per tenere in vita il suo Padrone, il problema della qualità del robot assegnato era un vero problema sociale.

Naturalmente il robot assegnato inizialmente era di infimo ordine, con un punteggio di 50 su mille, e il miglioramento della stato sociale avveniva con punti assegnati per merito. Ormai, nell’anno 2123, pensò Giovanni, il metodo di attribuzione dei meriti si era affinato ed i rari casi di mercimonio dei punti erano stati debellati con punizioni severissime, frustate sui glutei o per i casi più gravi ospitalità nei campi di rieducazione.

Giovanni guardo' con disprezzo quell'insieme di ferraglia che gli dava suggerimenti e consigli e rimpianse l'antica Roma. Allora i Ricordatori, schiavi o liberti chiamati "nomenclatur", accompagnavano i politici per ricordare loro i nomi delle persone che incontravano da salutare o omaggiare. Allora era una funzione utilissima soprattutto per i politici, che speravano in questo modo di corteggiare i propri futuri elettori durante la campagna elettorale.

Giovanni, come ogni mattina, ricevette dal ricordatore l’elenco delle possibili attività che gli avrebbero permesso di incrementare il suo punteggio, e forse gli avrebbero consentito di possedere un autogiro o una casa con almeno tre stanze e non quel tugurio con un letto, un ricordatore ed un lato cucina che sfornava al massimo una pasta stracotta.

Ma col suo punteggio di 81 quello era il suo limite.

Tra i lavori che poteva svolgere per guadagnare qualche punto notò la valorizzazione del suo livello artistico, con possibile presentazione delle opere alla mostra del prossimo aprile.

Un’altra possibilità era quella di predicatore alla riunione dei robot credenti, ma solo il pensiero di parlare a dei barattoli con QI-180 lo inorridiva.

Controllò ancora l’elenco delle possibili attività e vide che poteva aiutare il servizio manutenzione stradale dato che il giorno prima un incidente aveva distrutto l’intera squadra degli stradini ed il prossimo rifornimento di macchine pensanti e lavoranti era previsto per il prossimo mese.

Appena vestito si fece indicare dal ricordatore la strada per arrivare al cantiere ma appena accettato il lavoro gli fu comunicato che doveva recarsi prima al Magazzino Centrale per ritirare gli attrezzi, quali fossero non era specificato.

Dalla stampante del ricordatore uscì la bolla che riportava esattamente le incombenze per il lavoro con una previsione di guadagnare 30 punti nella settimana di sei giorni lavorativi.

Prese la bolla di lavorazione, usci’ dal suo cubicolo e sul terminale telefonico il capo squadra, avvisato del nuovo lavoratore, lo avvisò che doveva andare a ritirare gli attrezzi al Magazzino Centrale.
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Con la bolla in tasca prese la metropolitana e dopo un’ora si fermò alla stazione 103-Magazzino Centrale. Una lunga fila di umani e robot stava attendendo di ritirare gli attrezzi per il lavoro, Giovanni, pazientemente si accodo’ alla fila. Passo dopo passo arrivò allo sportello dove il suo attrezzo, un elettropiccone, lo stava già aspettando. Lo ritirò, scese nella metropolitana e attese qualche minuto il treno per la sua destinazione: stazione 12-largo Argentina. Per arrivare cambiò due linee e dopo 85 minuti arrivò. Lo stava attendendo il supervisore, un robot di classe sesta con QI-140 che lo indirizzò subito alla stazione di lavoro 31 dove il giorno prima una squadra di robot aveva inavvertitamente picconato un cavo di alta tensione “vivo” e 42 robot si erano bruciati. Era in corso una inchiesta per sapere se l’umano che non aveva abbassato la leva della tensione lo avesse fatto intenzionalmente o meno. In questo caso la reazione era stata rapidissima, era già arrivato, con volo transcontinentale, un robot “QI-130” per sostituire l’umano quantomeno indisciplinato.

Era ormai mezzogiorno e Giovanni non aveva ancora fatto niente. Sul telefono suonò un segnale che indicava che la mensa per gli umani e la ricarica per i robot sarebbe intervenuta alle 12.30. Giovanni ripose l’elettropiccone in sua dotazione nell’apposito scompartimento e si avvio’ a pranzo.

Nel refettorio erano presenti solo in tre umani, Giovanni, un malese di nome Singu e un australiano di nome Jonbest.

Aiutati dal traduttore simultaneo del telefono si scambiarono alcune opinioni davanti ad una bistecca di carne sintetica. Anche i due compagni di lavoro di Giovanni avevano impiegato la mattina per ritirare gli attrezzi da lavoro, ma non si chiedevano il motivo. Era il regolamento e così bastava

Alle 14,30 Giovanni, che voleva a tutti i costi i 30 punti sulla sua dotazione riprese la posizione e si presentò precisissimo al robot caposquadra. Giovanni chiese perché gli attrezzi al mattino non fossero nel reparto, il caposquadra disse che fino ad un mese prima erano li, ma una interpolazione del regolamento ora prevedeva che alla sera gli attrezzi fossero riportati al Magazzino Centrale e ritirati il mattino successivo. Perché? Chiese Giovanni, ma per sicurezza i robot non avevano la possibilità di interpretare e usare la parola perché in modo dubitativo, cosi’ il caposquadra rispose con il numero della disposizione (87a2) e della relativa interpolazione (661).

Erano le 15,30 ed il segnale di fine lavoro raggiunse tutti sul loro terminale, anche se la squadra successiva non era ancora arrivata, e forse stava ancora tentando di ritirare i propri attrezzi.

Era l’orario di fine turno ed il caposquadra ricordò a tutti che a termine di regolamento dovevano riportare gli attrezzi al Magazzino Centrale,

Giovanni impiegò tre ore per riconsegnare l’elettropiccone e quando rientrò nel suo cubicolo il ricordatore si complimento’ con Giovanni per i cinque punti di merito guadagnati. Si penso’ Giovanni, cinque punti al giorno. Giovanni continuò a pensare alla sua avventura. Ma chi poteva aver ideato una misura cosi’ assurda che determinava l’andirivieni di una notevolissima moltitudine di lavoratori. Non un robot a cui era assolutamente vietato toccare regolamenti, loro potevano solo applicare i programmi, cioè le leggi. Era stato un umano, ma con quale livello di punteggio?

Doveva scoprirlo. Chiese al ricordatore di fissare un appuntamento con un medico che arrivò in pochi minuti. Un robodottore dal QI-190 lo visitò trovandolo stanco da stress lavorativo, giustificò l’assenza senza obbligo di dimora, e assegnò il punteggio virtuale di 5 per l’assenza di Giovanni al lavoro. Con questo referto Giovanni poteva uscire senza perdere il diritto al punteggio.

Dormì molto agitato cercando di immaginare chi poteva aver Interpolato i regolamenti sulla gestione degli attrezzi.

Al mattino si alzò presto, non fece colazione, e prese la metropolitana per raggiungere il Magazzino Centrale. Chiese notizie su quanto lo angosciava, da un ufficio all’altro, da un robot ad un umano ed ancora ad un robot. Ma chi poteva fare una tale idiozia. Sul piazzale del magazzino, a mezzogiorno, ancora migliaia di lavoratori stavano aspettando i loro attrezzi. Pazienti, perché questo era il regolamento e così doveva essere.

Stanco ma risoluto Giovanni mangiò alcuni biscotti e continuò a cercare. Nel pomeriggio verso le16 un robot gli indicò un angolo dell’immenso edificio dove una scaletta conduceva ad una porta di metallo grigio. La targa UOMC Indicava la presenza di un umano. Un umano di basso punteggio al massimo di 100, nessuno voleva stare chiuso in un ufficio organizzativo. Cosa c’era da organizzare in un mondo robotizzato?. Niente Era un lavoro senza prospettive, che non poteva essere eliminato solo perché l’umano addetto era ancora in vita e nessuno voleva sostituirlo.

Giovanni bussò ed un uomo anziano, un poco claudicante aprì la porta, con uno sguardo interrogativo e stupito accolse Giovanni. Venga disse in uno stentato Universal English, e aggiunse, venga, quì non viene mai nessuno, entri.

Giovanni entrò, una scrivania, un videoterminale stampante e stranamente una tastiera era la sua dotazione. Mi chiamo Leon disse sto qui perché il mio QI non mi permette di svolgere altri lavori. Giovanni chiese a Leon se sapesse qualche cosa della interpolazione al regolamento sugli attrezzi.

AH!! si disse Leon, vedi, un mese fa rientrando al mio cubicolo ho visto degli attrezzi lasciati a bordo di uno scavo, e mi sono detto: “e se qualcuno li ruba come faranno i lavoratori del giorno dopo?” allora ho scritto una interpolazione del regolamento, così sono sicuro che ogni lavoratore avrà il suo attrezzo per lavorare.

Scritto chiese Giovanni? Si scritto rispose Leon, vedi le leggi vengono imposte dai governi, ma qui possiamo fare solo delle interpolazioni scritte, che sono meditate e che possono solo aggiungere tematiche ma mai eliminare o alterare leggi e regolamenti.

Da quanto sei qui chiese Giovanni.

Ormai sono 35 anni, dovrei smettere ma non trovo nessuno che mi voglia sostituire, sai disse Leon, qui non si guadagnano punti.

Lo hai trovato disse Giovanni, eccomi.

Ma non potrai avere altri punti, rimarrai quello che sei.

Mi va bene!! Cosa dobbiamo fare.

Avvisiamo il capo settore che prendi il mio posto. Con un rapido passaggio di codici Giovanni si ritrovò in un attimo capo e unico addetto all’ufficio UOMG.

Finalmente disse Leon, vado a mangiare un pasto decente e non in questa stanza. Prese la sua nuova carta identitaria di pensionato stabilizzato e uscì lasciando Giovanni solo, si chiuse la porta alle spalle e sparì lungo la scaletta verso il cortile del Magazzino Centrale.

Giovanni si sedette davanti alla tastiera, inserì le proprie credenziali e fu accettato come capo e unico addetto dell’UOMG.

Pensò qualche minuto e poi iniziò a scrivere la sua prima interpolazione, sorrise, sorrise ancora e si chiese tra quanto sarebbe diventato il re del mondo.



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Commenti e note

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E' un gioco, passo il tempo, fantastico e tengo la mente elastica per lavori piu' seri.

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di ,

Mi sono sempre piaciuti i racconti “tecnocratici”. Molto bello

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di ,

Buona sera a tutti. Ho scritto alcuni racconti molto leggeri, datati nel futuro, perche' ho bisogno di tenere la mente molto elasica. Sto lavorando su uno studio sulle possibili e probabili interazioni della Intelligenza Artificiale sui sitemi fiscali degli stati e sulle popolazioni dei lavoratori. Argomenti che sono da togliere il sonno. Spero di avere tempo di fare una sintesi per questi tipi nelle prossime settimane. Grazie, grazie veramente della vostra attenzione. Carlo

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di ,

Ahahaha! Bella storiella, per alcuni aspetti mi ha ricordato "L'ultima domanda" di Asimov

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