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Tabacchi e profumi

                                                  Li, 30 luglio 2003

Ho sempre pensato di essere antipatico a Galiano, tabaccaio e profumiere del mio paese.
Ce ne sono altri di tabaccai, ma Galiano è il discendente senza eredi di una dinastia di tabaccai.
Forse antipatico è troppo e magari ingiustificato, probabile fantasia di incertezze che sono solo mie; ma indifferente credo di sì, se non altro perché sono un piccolo cliente: non fumo, non gioco al totocalcio, né al totip, né al lotto; deodoranti e schiume da barba le acquisto al supermercato; solo qualche busta, qualche francobollo da 41 centesimi per la cedola con cui rispondere NO alle proposte del Circolo degli Editori, qualche pacchettino di caramelle, le “pastiglie Leone” al mandarino o alla fragola, qualche schedina anche a dire il vero, ma ad ogni morte di papa come si dice, mai molto di più.

Giovanna, che continua a fumare nonostante tutto, è una cliente migliore, ma sicuramente Galiano non sa che è mia moglie ed anche se lo sapesse non gliene fregherebbe niente, penso.
Anche quando l’ultima volta ho acquistato una confezione di rasoi usa e getta, non ha manifestato particolari entusiasmi. Non ne avevo mai acquistati da lui prima ed alla domanda:
” Tiene rasoi usa e getta?” ero pronto a ricevere uno sdegnoso:
“No, non tengo quella roba lì”.

Come di ogni figura simbolica di un paese, si dicono varie cose di Galiano.

Ad esempio che sia miliardario (in lire) e se lo dice Walter, informato quasi sempre quasi su tutto, c’è da crederci. Si dicono altre cose su certe sue preferenze, legittime per carità, che in un paese come questo però fanno ancora, per tradizione un certo effetto.

Mi sono a volte soffermato a pensare al fatto che sia miliardario: ”Possibile”, mi dico,” e lo stesso passa tutto il giorno lì, dentro in quella bottega ad aspettare che entri qualcuno per comperare qualcosa?”
Alla mattina alle otto è già aperto e la sera, spesso, lo vedo solitario nella via abbassare la saracinesca che sono le otto passate.
“Che piaceri prova? Forse è per questo che sembra sempre un po’ incavolato! Dicono sia sulla settantina, non ha eredi: ma perché non si gode i suoi soldi lontano da quella bottega?”

Mi è sempre parsa una vita da poco quella trascorsa in una bottega.
Già da piccolo guardavo Caùr dentro il negozio di stoffe e mi venivano dei brividi per lui nel pensare che era già vecchio ed aveva passato tutta la vita là, dentro quello che in effetti era poco più di un cunicolo.

“Galiano è un burbero” pensavo.

E Nicolò concorda. Perché per esempio quando va a farsi l’abbonamento, ha sempre l’impressione che Galiano desideri sbrigarsi in fretta, per spedirlo al più presto fuori.
Nicolò stringe ancora la maniglia della porta appena chiusa e l’impiegata, con la cassa aperta, sta ancora consegnando il resto al cliente che lo precede, che subito, con il piglio di un colonnello poco disposto a sentire le giustificazioni della recluta, Galiano dice, o meglio ordina:
“Dica”
una sciabolata che raggiunge Nicolò anche se è l’ultimo della fila, senza lasciargli un minuto per pensare.

Niente, quando si entra da Galiano bisogna essere preparati e sapere bene prima ciò che si vuole, se no si rischiano penosi balbettamenti all’aggressiva domanda:”Dica”.
“E’ burbero, perché scocciato, insoddisfatto della vita che il suo carattere lo ha costretto a subire, ecco perché è così”, pensavo.

Fino a pochi giorni fa.

Generalmente acquisto al supermercato anche i deodoranti spray, ma da un po’ di tempo preferisco le “botteghette”, come le chiama Giovanna, che si fa spennare, più o meno, pur di evitare le megadistribuzioni, dove non si sente persona ma mangime per macchine che si nutrono di euro. Nella botteghetta c’è lo scambio di un’opinione, un’informazione, una battuta, (ce ne sono di fortissime tra quelle che Giovanna ci fa subito conoscere a pranzo), e può uscire dopo una piacevole risata: sono optionals che paga, è vero, ma sono un corroborante per lo spirito.
Del resto ansiolitici e calmanti non glieli regalano e quasi sicuramente il benessere interiore che deriva dal sorriso ancora sulle labbra quando sale sulla sua antica bici, che porta nelle ruote i segni corrosivi delle campagne saccarifere dei primi anni settanta, viene a costare di meno. Esce con qualche euro in meno ma con un po’ più di voglia di continuare la giornata. Così la pensa Giovanna e posso dire che ha ragione, anche se ultimamente l’ho convinta ad andare insieme (vorrei stare sempre con lei) al Famila che ha sostituito l’A&O. La prima volta ho incontrato Liviana e mi sono affrettato a dirle: ”C’è anche Giovanna con me! Guardala là, è un’occasione rara vederla in un supermercato!”

Avevo dunque finito la bomboletta di deodorante, Adidas-Sport per la precisione, e decido di entrare da Galiano per acquistarne un’altra o qualcosa di simile.
Mi preparo osservando i prodotti esposti in vetrina. A dire il vero mi demoralizzano, non sono per le mie tasche. L’avevo notato già altre volte per la verità, bottigliette da trenta, quaranta euro o di più, nomi famosi per carità, anche sorprendenti per dei profumi, “Ferrari” per esempio: che sia quello che usa Luca Cordero di Montezemolo?.

Per il tipo di vita sociale che conduco sono eccessivi e forse comunque inutili. Quasi quasi tiro dritto, non mi sento di affrontare Galiano, entrare e chiedergli se ha qualche prodotto più abbordabile, di quelli da supermercato per intendersi, non proprio Discount, ma supermercato normale. Galiano non li espone, “Probabilmente non li tiene nemmeno”, penso, ” e se entro e glieli chiedo è capace di mettermi alla porta o come minimo piazzarmi un “no, io non tengo roba simile” che mi farebbe sentire un verme. Per fortuna riesco a vedere un paio di flaconi da otto euro, che in precedenza non avevo notato, uno con un liquido verde l’altro azzurro, “Eau Parfumée pour le corps” riporta l’etichetta in francese, ed in inglese anche: “Perfumed Body spray”
E’ un prezzo abbordabile e poi è uno spray con pompetta meccanica, senza additivi per l’espulsione, dannosi o meno per il buco nell’ozono.

Entro.

“Vorrei ... un deodorante spray ...”
dico impappinandomi un po’ per la poca specificità della richiesta, quindi per mostrare una più decisa convinzione e una sufficiente conoscenza dell’argomento, aggiungo:
”... anzi “voglio questo esposto in vetrina”
e con il dito indico il prodotto desiderato.

Con una solerzia improvvisa ed inaspettata, Galiano esce dalla sua postazione dietro il banco principale, la trincea da cui dice “Dica”, per capirsi.
E’ animato da un interesse prorompente e guidato da una estrema concentrazione come esige un impegno importante.
“Quale?”
si informa con una gentilezza insospettata.
Afferra delicatamente con la mano sinistra il flacone azzurro e, quasi accarezzandolo, lo corica sul palmo della destra, inclinandolo in modo che, oltre a rendere visibile la scritta dell’etichetta, il contenuto colorato ondeggi appena ma in modo sufficiente per ricevere e riflettere la luce che penetra dalla porta di ingresso.
“Questo?”
mi chiede mentre osserva con il capo reclino l’inanimata creatura tra le sue dita.
Dopo qualche secondo di silenzio obbligato, per l’apnea in cui ero caduto nell’osservare i movimenti armoniosi, che sembravano i passi di una danza, rispondo:
“Si’, quel tipo lì.”
E, pentendomene però immediatamente, aggiungo:
”...però quello verde...”
“Ah, questo”, dice.
Non posso non notare una leggera ombra di delusione nei suoi occhi che sta quasi per frenare la danza appena iniziata.
Temendo di interrompere il suo, come dire, stato di trance, gli dico allora immediatamente che in fondo per me è lo stesso. La mia disponibilità lo fa in effetti riprendere.
“Venga” mi dice allora “glieli faccio provare entrambi”
E mi avvicina ad un banchetto più interno dove stanno due flaconcini campione, uno azzurro ed uno verde, già con il livello di liquido a metà. E’ il banco di prova. Mi porge prima l’azzurro e mi invita a spruzzarlo su un braccio, e mi dice:
“Sente com’è buono e delicato?”
Sta odorando rapito le sue dita che aveva sottoposto all’effluvio di una piccola nuvoletta azzurra; quindi mi consegna il verde per fare la stessa cosa sull’altro braccio.
I movimenti morbidi e delicati della sua danza di vendita continuano ed i commenti che l’accompagnano ne sono quasi il canto.
“Sono entrambi buoni” continua, come stesse parlando di due figli.
Però lascia sommessamente intendere che la sua preferenza, per un motivo forse irrazionale, un istinto, va all’acqua per il corpo blu.
“Lavanda”, precisa per essa.
Qui danza e canto finiscono ed ora attende la mia decisione, senza fretta, secondo i tempi del dileguarsi leggero delle essenze che si espandono nell’aria.
Non posso non scegliere il flacone con l’acqua di lavanda. Non posso deluderlo. Temo che si spezzi l’incanto della sorprendente trasformazione di cui sono stato testimone e catalizzatore, temo di rabbuiargli il viso respingendolo in quello che sembrava uno stato burberico ineliminabile.

Esco con il sacchettino contenente il flacone costatomi otto euro, che sono, tutto sommato, meno anche degli eventuali sei che avrei potuto spendere al supermercato ammesso di trovarlo.
In più con l’idea che Galiano non è un burbero.
Anzi sono ora convinto che la sua apparente burberia serva a mimetizzare una naturale gentilezza che si manifesta quando gli si richiedono i prodotti preferiti, i profumi.
La sua vita oscura dentro la bottega è scomparsa dalla mia immaginazione ed appare illuminata dalla luce diffusa dai vapori dei profumi, che lui adora.
I profumi lo inebriano non solo per la proprietà delle loro essenze, ma soprattutto perché le essenze sono come i pigmenti con cui un pittore compone i suoi quadri.
Galiano è il compositore di opere d’arte impalpabili, mutevoli ed effimere cui le essenze danno vita guidate dalle sue mani; è il critico che sa conoscere la qualità del materiale usato, l’estro, l’originalità e la raffinata tecnica compositiva degli artisti profumieri.

Avvicinandomi a casa penso all’episodio che ora ho da raccontare a Giovanna.
Spesso ci lasciamo guidare da giudizi affrettati, impressioni che non ci preoccupiamo di analizzare, facili da fare, ma che spesso ci illudono di essere in grado di capire al volo situazioni e persone.
In realtà si tratta di giudizi sommari che ci privano di una conoscenza che dovremmo invece sforzarci di acquisire.

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Commenti e note

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di ,

Sottile come sempre prof! Questa lettura apre tanti spunti. Bell'articolo!

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di ,

E' sempre piacevole "intrufolarsi" tra i tuoi ricordi e sensazioni.

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di ,

Commenti lusinghieri che mi fanno indubbiamente piacere. E' innegabile che quando scrivo cerco di trasferire le sensazioni che l'episodio mi ha trasmesso. Non è facile e, soprattutto, non sono mai sicuro di esserci riuscito, anzi, spesso temo o di essere stato troppo retorico o troppo banale. E' dagli altri che deve venire il giudizio e sentirne di positivi è incoraggiante. Quindi grazie ancora.

I vostri vari commenti favorevoli mi hanno indotto a raccogliere questi piccoli racconti in un libro, utilizzando il servizio Ilmiolibro di Kataweb: Diario asincrono - 1

PS: Ho pasticciato abbastanza in quel sito purtroppo. Ho provato a ripubblicare il libro per avere un costo inferiore (14 euro invece dei 21 di quello linkato), però la copertina di è incompleta. In compenso nella pagina di quest'ultima pubblicazione, funziona correttamente il link Inizia a leggere, cosa che non succede nella precedente :(

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di ,

Una piccola e luminosa perla a riempire questa tua lunga collana di racconti. Finalmente la sera, una comoda poltrona e una bella lettura. Sempre grazie Zeno!

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di ,

Molto bello di lettura riposante scritto con stile e metrica che percepisco fra lirica e didascalica. Grazie all'autore al mastro profumiere.

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di ,

"[..] vorrei stare sempre con lei [..]" ora capisco cosa vuoi dire. Ogni uomo dovrebbe avere la possibilità di stare accanto alla donna che ama, non è così scontato purtroppo. E'la parte di questa storia su cui mi sono soffermato perché è il senso stesso di una vita. E' un dono prezioso e sono sicuro che tu hai anche la piena consapevolezza di ciò. Anche il resto del racconto ci mette davanti ad uno specchio. Come ci vedono gli altri? Chi realmente vuole conoscerci e capire chi c'è dietro un modo di essere o di apparire nel proprio essere... Grazie come sempre

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di ,

Fantastico, sia per quello che hai scritto, sia per come l'hai scritto. Applauso.

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di ,

Bella esperienza senz'altro, e raccontata in un modo davvero delicato :)

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di ,

,è sempre un piacere leggere questi racconti, lasciano sempre qualche spunto di riflessione, che non guasta mai. "Spesso ci lasciamo guidare da giudizi affrettati, impressioni che..." Grazie per la lettura.

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